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DOMENICO CUTRI'/ Ricercato in tutta Italia, è caccia all'uomo. La madre: farlo fuggire era l'ossessione del fratello. Gli aggiornamenti (ore 15.30)

Pubblicazione:martedì 4 febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento:martedì 4 febbraio 2014, 15.32

Domenico Cutrì Domenico Cutrì

DOMENICO CUTRI' IN FUGA, IL RACCONTO DELLA MADRE "Far evadere Domenico era un’idea fissa di Antonino, tanto che lui si era iscritto qualche tempo fa a un corso per pilota di elicotteri. Non so se poi l’ha fatto per davvero. Qui a casa nessuno a me dice mai nulla”. A parlare è Antonella Cutrì, 50 anni, madre di Domenico, l’ergastolano in fuga dopo l’assalto a un furgone della polizia penitenziaria, e di Antonino, morto a causa delle ferite riportate nello scontro a fuoco con gli agenti. La donna è stata interrogata fino a notte fonda dai carabinieri, a cui ha raccontato che uno sconosciuto ha suonato alla sua porta dicendo “che Antonino stava male, era ferito”. Lei si è messa al volante di un’auto e, “arrivata a un semaforo rosso poco lontano dall’ospedale di Magenta, il tizio mi ha detto che voleva scendere. Se ne è andato mentre io sono entrata in ospedale con l’auto e con mio figlio”.

LE ULTIME NOVITA’ - È stata ritrovata a Magenta l’automobile utilizzata dal commando armato che ha liberato Domenico Cutrì: si tratta di una Citroen C3 nera, parcheggiata vicino all’ospedale in cui Antonino, il fratello dell’ergastolano, è morto per le ferite riportate in seguito allo scontro a fuoco con la polizia. All’indomani dell’assalto portato dalla banda, continuano serrate e sull’intero territorio italiano le ricerche delle forze dell’ordine che smentiscono la notizia che il terzo fratello di Cutrì, ferito a un piede, si sia costituito in ospedale.

L’ASSALTO E L’EVASIONE – L’assalto è avvenuto attorno alle 15 di lunedì: un commando armato – formato da quattro uomini – ha bloccato una camionetta della polizia penitenziaria a Gallarate, in provincia di Varese. Ne è scaturita una sparatoria nel corso della quale sono rimasti feriti due agenti della polizia, mentre Antonino Cutrì, fratello del detenuto fatto evadere, è stato colpito mortalmente. L’evaso, Domenico Cutrì, è un 32enne calabrese residente a Legnano e condannato all’ergastolo per essere il mandate dell’omicidio di Luckasz Kobrzeniecki, un magazziniere polacco ucciso nel 2006 a Trecate (Novara). Cutrì stava per essere trasferito dal carcere di Busto Arsizio agli uffici del tribunale di Gallarate per partecipare a un processo.

IL RUOLO DELLA MADRE - La madre di Domenico e Antonino Cutrì, che ha portato il figlio morente all'ospedale di Magenta (dove è arrivato senza vita) è stata interrogata a lungo dai carabinieri nel corso della notte  per ricostruire nei dettagli la vicenda. La donna, al momento, non è indagata. Secondo le prime ricostruzioni, i malviventi a bordo della Citroen hanno accompagnato all'ospedale di Magenta la donna e il figlio Antonino, per poi abbandonare l'utilitaria in un parcheggio vicino e, probabilmente, salire a bordo di un altro mezzo rubato. 

CACCIA ALL’UOMO Le forze dell’ordine lavorano congiuntamente per arrestare Domenio Cutrì: ogni auto di pattuglia dispone della foto segnaletica dell’evaso e ’ndranghetista; sono stati inoltre predisposti posti di blocco strategici in tutto il Nord Italia.



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