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SANTO DEL GIORNO/ Il 4 febbraio si celebra San Giuseppe da Leonessa

Il 4 febbraio si celebra la memoria di San Giuseppe da Leonessa. Fu un religioso dell'Ordine dei Frati Minori Cappuccini. È stato proclamato santo da papa Benedetto XIV nel 1746

San Giuseppe da Leonessa San Giuseppe da Leonessa

Il 4 febbraio, secondo il Calendario dei Santi e Beati della Chiesa Cattolica, si celebra la memoria di San Giuseppe da Leonessa, un paese del Lazio che si trova in provincia di Rieti, dove il Santo in questione è profondamente venerato dalla cittadinanza. Il 4 febbraio è il giorno della sua morte, avvenuta nel 1612. Il vero nome con cui il Santo era stato battezzato era Eufranio, che in greco vuol dire "portatore di gioia", nacque a Leonessa l'8 gennaio del 1556 e rimase orfano molto presto. Fu lo zio, così, ad occuparsi di lui, portandolo con sé a Spoleto. Fu in questa città che Giuseppe maturò il desiderio di entrare a far parte dell'Ordine francescano dei frati Cappuccini, e a sedici anni prese l'abito. Da subito si racconta che si dedicasse al voto di povertà con grande costanza: infatti si sottoponeva a digiuni e mortificazioni del corpo con regolarità. Era zelante nella meditazione e nella preghiera.? Decise così di partire missionario, e di recarsi nelle terra di Turchia per portare conforto a tutti quei cristiani che erano stati fatti prigionieri durante le lotte crociate per la riconquista del Santo Sepolcro di Cristo. Giuseppe portò inoltre avanti un'opera costante di evangelizzazione anche quando rimase solo con fra Gregorio, perché gli altri confratelli che erano partiti con lui furono uccisi da un'epidemia.?Era il 1587, e Giuseppe aveva 33 anni: quando si recò a predicare nel palazzo del Sultano, questi lo fece imprigionare e torturare, e lui sarebbe stato felice di morire martirizzato per la sua fede. Ma non morì, e riuscì a tornare in Italia dove, anche se minato nel fisico dalle torture subite, non cessò di portare avanti la sua opera di predicazione.?Una delle pratiche che usava maggiormente per l'evangelizzazione della folle era quella detta delle "Quarantore": per la durata di questo tempo, si alternava un'ora di adorazione a un'ora di predicazione. Alla fine, Giuseppe si caricava sulle spalle una croce e la piantava su una delle colline attigue al paese dove si trovava. Continuò così per oltre ventidue anni, partecipando anche al grande Giubileo del 1600.?La sua ultima predicazione fu nel 1611, a Campotosto, ma era già da tempo colpito da un male terribile che si aggravò nel corso dell'anno. Si trovava a quel tempo nel convento di Amatrice: pochi giorni prima di morire, volle recarsi un'ultima volta nel suo paese natale, Leonessa, per benedirlo e benedirne gli abitanti. Il 2 febbraio fu operato, ma inutilmente, perché di lì a poco, il 4 febbraio, spirò.