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PEDOFILIA/ Mons. Tomasi: sorpresi dalle accuse Onu, alcune molto scorrette

Pubblicazione:mercoledì 5 febbraio 2014

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

"La prima reazione è di sorpresa, perché l’aspetto negativo del documento che hanno prodotto è che sembra quasi che fosse già stato preparato prima dell’incontro del Comitato con la delegazione della Santa Sede”. A dirlo è mons. Silvano Maria Tomasi, osservatore permanente vaticano presso gli Uffici Onu a Ginevra, intervistato da Radio Vaticana. Commentando le osservazioni conclusive del Comitato Onu per i diritti del fanciullo presentate oggi, da cui emergono dure accuse al Vaticano sulla questione degli abusi su minori commessi da esponenti del clero, mons. Tomasi spiega che il documento "sembra quasi non essere aggiornato, tenendo conto di quello che in questi ultimi anni è stato fatto a livello di Santa Sede, con le misure prese direttamente dall’autorità dello Stato della Città del Vaticano e poi nei vari Paesi dalle singole Conferenze episcopali”. Ciò che manca in tali affermazioni, "alcune molto scorrette", è quindi “la prospettiva corretta e aggiornata che ha visto in realtà una serie di cambiamenti per la protezione dei bambini che mi pare difficile di trovare, allo stesso livello di impegno, in altre istituzioni o addirittura in altri Stati”. Di fronte all’impressione positiva avuta dal dialogo diretto della delegazione della Santa Sede con il Comitato e il testo delle conclusioni e raccomandazioni, “viene la tentazione di dire – aggiunge Tomasi - che probabilmente quel testo era già scritto e che non riflette gli imput e la chiarezza, se non in qualche aggiunta affrettata, di quello che era andato avanti". La Chiesa ha infatti “risposto e reagito” a ogni caso di abuso di bambini che ha riguardato esponenti del clero: “Dobbiamo insistere su questa politica di trasparenza, di non tolleranza di abusi, perché anche un solo caso di abuso di un bambino, è un caso di troppo!”, ha detto mons. Tomasi. Quindi, cosa può essere successo? “Probabilmente delle Organizzazioni non governative, che hanno interessi sull’omosessualità, sul matrimonio gay e su altre questioni, - si legge infine nell'intervista a Radio Vaticana - hanno certamente avuto le loro osservazioni da presentare e in qualche modo hanno rafforzato una linea ideologica".



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