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SANTO DEL GIORNO/ Il 5 febbraio si celebra Sant’Agata, patrona di Catania

Pubblicazione:mercoledì 5 febbraio 2014

(infophoto) (infophoto)

Nonostante le minacce di Afrodisia, che la obbligava a partecipare regolarmente alle feste orgiastiche, Agata si mantenne pura e rimase illibata. Assistere alle orge sfrenate in onore di Dioniso suscitò una repulsione violenta di Agata per il sesso e per la carne. Quinziano, che aveva tentato di sedurre la giovane, vista l'inutilità delle cure di Afrodisia accusò Agata e la portò davanti al tribunale una seconda volta. Nonostante la strenua difesa di Agata e le sue capacità di argomentare, la giovane venne rinchiusa in carcere, dove venne torturata ripetutamente per portarla all'abiura. In carcere, Agata soffrì pene terribili. I suoi eni le vennero strappati con delle tenaglie. Vista la sua fermezza, Quinziano ordinò che Agata venisse arsa su un letto di carboni ardenti: mentre il corpo della giovane si ustionava, il velo rosso che portava rimaneva miracolosamente intatto. Dopo aver subito il supplizio ed essere stata rimessa in cella, Agata morì poche ore dopo: era il 5 febbraio del 251. Le sono attribuiti numerosi miracoli: salvò ripetutamente Catania da invasioni, carestie, pestilenze e da eruzioni vulcaniche. Sant'Agata viene rappresentata con i seni collocati su di un piatto e con il velo rosso sul capo.



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