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SPILLO/ Bignardi, Casalino, Di Battista: a chi giova scomodare fascisti e comunisti?

Pubblicazione:mercoledì 5 febbraio 2014

Alessandro Di Battista ospite di Daria Bignardi (Infophoto) Alessandro Di Battista ospite di Daria Bignardi (Infophoto)

Inoltre, secondo però. La signora Daria Bignardi, ancorché la saccente e spavalda presunzione del Di Battista detto Diba mi urti, non aveva ragione di torcere il cavatappi con compiaciuta e birichina ingenuità, per cavar fuori le pagine nere del suo passato. Un padre fascista, ahinoi, e anche fuori tempo massimo. Ovvio che non sei più credibile, qualsiasi cosa tu dica. Sgradevolissimo replica il compare M5S Casalino, che ce l'aveva con la Bignardi fin dai tempi in cui ce l'aveva sardonica presentatrice del Grande Fratello, quand'era lui nella "casa". Sgradevolissimo, ma almeno di una cattiveria dichiarata, palese: a guardar troppo nel passato altrui, si rischia di scoperchiare il proprio. E benché per molti il processo ad Adriano Sofri, suo suocero, sia ancora una vergogna della giustizia italiana, con i suoi non detti, e forse i suoi errori, una sentenza di condanna resta una sentenza di condanna, o la magistratura non si tocca solo per alcuni, mentre in altri casi si può dire che sbaglia? Non sgradevole, invece, ma garbata e umanamente rilevante, la nota scritta dal suocero chiamato impropriamente in causa, Adriano Sofri, che ieri sul Foglio si è difeso con stile dichiarando che lui solo questo sa, che essere il suocero della moglie "del figlio di un assassino", è bello.

In tutto questo guazzabuglio di esternazioni, la peggiore è stata quella del Premier in carica, che se ne stava a trattare con gli Emiri per salvare Alitalia, ma non ha perso l'occasione per sperticarsi a favore di una sua amica, appunto la conduttrice de La7, stigmatizzando la barbarie eccetera eccetera. Lui è uno di quelli che dovrebbe ricordare la storia passata, e anche gli insulti più recenti dei suoi compagni di partito, e soprattutto evitare moralismo di regime. In genere i giornalisti fanno il loro mestiere, sanno cavarsela da soli, e non è necessario che intervengano a loro difesa i presidenti del Consiglio. A meno che non decidano, da ora, di farlo sempre e con tutti, e non sarebbe cosa buona e giusta. Si sa, vale per tutti: a parlare molto, a telecamere unite, si riesce perfino a far creder che si stia facendo qualcosa.



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COMMENTI
05/02/2014 - Che dire (mario schi)

Letta è in un posto non suo in quanto incapace per non dire inetto. Per il resto tutto vero, ma ci rendiamo conto che Grillo dice quello che tutti pensiamo. Poi vale il detto che la mamma degli imbecilli è sempre incita. La mamma di chi? Quella degli italiani che hanno votato questa gente. Per chiarimento doveroso vi dico che non sono un grillino, ma se va avanti così magari ... (spero di no)