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SPILLO/ Bignardi, Casalino, Di Battista: a chi giova scomodare fascisti e comunisti?

Pubblicazione:mercoledì 5 febbraio 2014

Alessandro Di Battista ospite di Daria Bignardi (Infophoto) Alessandro Di Battista ospite di Daria Bignardi (Infophoto)

Bignardi di sinistro attacca il deputato Di Battista, risponde con un destro il collega onorevole Casalino, risponde con un colpo al petto Adriano Sofri. Di che stiamo parlando? Chiacchiere in diretta mediatica, tv, social e giornali. A nessuno piacciono i grillini, apparentemente, perché poi i sondaggi ci dicono che 10 milioni di italiani li votano. Sono rozzi, non sanno parlare, seguono pedissequamente il capo, anzi il capo e il guru che lo ispira. Fanno di tutto per essere unpolitically correct, si arrampicano su tetti e scavalcano i banchi dei sacri palazzi, ed esagerano, in tutto. 

Se ne rendono conto perfino loro, di esagerare, quando qualche voce si scarta e finge di esprimere un tiepido dissenso. Impeachment per Napolitano, dimissioni per la Boldrini, per Letta, per tutti i  ministri per diversi motivi, chiamata alla piazza, alla rivolta, alla gogna per i giornalisti "servi", non sanno più che inventare per ottenere visibilità nell'informazione che dicono di odiare, per tentare una sortita e rimanere rilevanti nel panorama politico. Toni troppo alti, insulti evitabili, carognate sessiste comprese. 

Tutto vero, però giova ricordare, e la memoria storica manca, che abbiamo visto in Parlamento, ripresi dalle telecamere, nodi scorsoi, lancio di mortadelle, grida sguaiate e anche in dialetto, botte da orbi a Camera e Senato, anche tra gentildonne, umilianti performances televisive tra urla e bava alla bocca. Manca anche il coraggio, ai cori generalisti, di ricordare che una certa componente politica, tra il centro e la destra degli emicicli, è stata sbeffeggiata con motti, lazzi, e stoccate di ogni sorta, utilizzando la fisiognomica, l'onomastica, i legami familiari, i trascorsi movimentisti giovanili, con toni da stadio e sottili e ancor più perfide stilettate da intellettuali certissimi della loro superiorità morale. 

Per non dire delle offese volgari alle signore, tutte oche o malafemmine, perché prezzolate dal leader dello schieramento avverso. Avranno pur diritto i grillini di sistemare le cose con un po' di par condicio? No, non ne avrebbero il diritto, in un paese normale, dove il dibattito si svolgesse secondo le regole della democrazia, che prevedono calorose ma rispettose opposizioni volte sempre e comunque al bene comune. 

Ma ipocrita che si indigni chi ha attuato o giustificato o aizzato comportamenti simili in tempi non lontani. Mezzo Parlamento è ancora composto da esponenti della prima Repubblica, i capi partiti e direttivi vari sono formati dai rivoluzionari della Seconda, e alla terza non vogliamo concedere un po' di ribalta? 


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COMMENTI
05/02/2014 - Che dire (mario schi)

Letta è in un posto non suo in quanto incapace per non dire inetto. Per il resto tutto vero, ma ci rendiamo conto che Grillo dice quello che tutti pensiamo. Poi vale il detto che la mamma degli imbecilli è sempre incita. La mamma di chi? Quella degli italiani che hanno votato questa gente. Per chiarimento doveroso vi dico che non sono un grillino, ma se va avanti così magari ... (spero di no)