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ATTACCO ALLA CHIESA/ Onu, un documento scritto solo per distruggere il Vaticano

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Non si tiene infatti conto di un altro aspetto essenziale e cioè della particolarità del diritto canonico, che è diritto interno della Santa Sede. Esso prevede che gli abusi vengano definiti delitti, il termine tecnico è "delicta graviora": in altri termini, sono dei crimini. La parola morale va infatti contestualizzata all'ordinamento canonico, non avendo esso un braccio secolare. Questo lo aveva detto la Santa Sede a Ginevra e il Comitato lo aveva ascoltato.  

 

Sembra dunque esserci una manifesta malafede in quanto si legge nel documento finale. 

Anche qui bisogna fare chiarezza. Il paragrafo numero 8 della Convenzione dice che la Santa Sede (come ogni altro Paese) è obbligata a garantire il pieno rispetto della convenzione sul territorio. Ma la Chiesa giustamente fa presente di incoraggiare, a livello mondiale, attraverso istituzioni che sono della Chiesa, ma di non potere essere responsabile lei, come Chiesa, di ciò che avviene nei diversi Paesi. Questo è stato detto più volte nel dibattito del 16 gennaio, il Comitato ne ha preso atto più volte e non ha mai contestato la posizione della Chiesa. Sono cose che lasciano da pensare. 

 

Viene poi da chiedersi cosa c'entrino in tale documento temi come aborto, omosessualità e contraccezione.

Infatti nel documento è stato infilato di tutto, mancava solo che vi mettessero le crociate. Assistiamo ad una interferenza nell'insegnamento della Chiesa, facendovi entrare argomenti che sono fuori contesto. 

 

Cosa succede adesso?

La Santa Sede ha detto che studierà il documento secondo le procedure previste dallo stesso comitato in modo autonomo. Dopo di che le procedure prevedono che il Paese interessato faccia le sue osservazioni e che nel prossimo rapporto periodico, che dovrà presentare nel 2017, dimostri di aver dato corso alle indicazioni. Altro non sarà possibile fare: non perché non lo si voglia fare, ma perché ci sono aspetti e casi concreti che riguardano Paesi singoli e di cui è a conoscenza la giustizia di ciascun Paese.

 

Ad esempio?

Nel caso del Portogallo si fa riferimento ad abusi in una scuola tenuta da preti: alla Santa Sede non è stato chiesto nulla, invece è stato chiesto di darne conto al Portogallo. Se poi la persona implicata appartiene alla Chiesa, è un problema di diritto penale che va risolto secondo la legge locale.

 

Sembra ci sia un'evidente difficoltà a inquadrare che cosa sia la Chiesa veramente, anche a livello giuridico.

Andrebbe tenuto bene in conto quanto detto da monsignor Tomasi (osservatore permanente presso gli uffici Onu a Ginevra, ndr) il 16 gennaio a Ginevra. Questo tipo di abusi, ha detto, avviene in ogni ambito, dalla famiglia fino alle istituzioni più alte. Certamente è ancora più grave quando vengono commessi da un uomo di fede o appartenente a una religione. Lo ha detto anche Benedetto XVI: si tratta di una ferita per la Chiesa stessa.

 

Come giudica la prima risposta che ha dato ieri la Santa Sede?

La linea non è attaccare per difendersi, ma ribadire che il Comitato è andato troppo oltre, e continuare nel dialogo anche se il Comitato vuole interpretare il diritto canonico. Ma il diritto interno lo interpreta uno Stato, non lo interpreta un altro al suo posto. E' una violazione del principio del dominio riservato di uno Stato. Diciamo anche che diversamente da quanto è stato scritto ieri, la Santa Sede non prova imbarazzo, si imbarazza piuttosto chi legge il documento del Comitato, perché spara a zero su cose a cui la Santa Sede ha già risposto. E' tutto visibile da chiunque, si trova sul sito dell'alto commissario dell'Onu, non viene nascosto nulla. 



(Paolo Vites) 



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
06/02/2014 - I cattolici riflettano (Carlo Cerofolini)

Considerato quest’attacco gratuito ed esagerato fatto alla Chiesa ed anche ai suoi insegnamenti e principi non negoziabili – da un Onu e sue agenzie che certamente, specie su questioni non di loro competenza, non possono certamente salire in cattedra - non è che i tanti “cattolici adulti” e i tanti religiosi “progressisti” dovrebbero riflettere e fare dei mea culpa?

 
06/02/2014 - attacco alla Chiesa (delfini paolo)

Cosa fara adesso quell'inutile e dannosa associazione che è l'onu? Proporrà come è nel suo stile un ennesimo "intervento umanitario per esportare la democrazia" in Vaticano?