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PRETI PEDOFILI/ Allen (NYT): il rapporto Onu è ideologico e fazioso

Pubblicazione:giovedì 6 febbraio 2014 - Ultimo aggiornamento:giovedì 6 febbraio 2014, 13.10

La Basilica di San Pietro (Infophoto) La Basilica di San Pietro (Infophoto)

Il dibattito sugli abusi sui minori ritorna ciclicamente alla ribalta, e finora non ha coinvolto solo il Vaticano ma tutti gli Stati che hanno aderito alla convenzione Onu. Ritengo quindi che non ci sia nessun complotto delle Nazioni Unite contro la Santa Sede, ma che il corso delle riforme sugli abusi sessuali nella Chiesa non sia aiutato da rapporti prevenuti e ideologici come questo.

 

In che senso si tratta di un rapporto ideologico e prevenuto?

In un’intervista per Radio Vaticana il vescovo Tomasi lo ha dichiarato chiaramente, ed è del resto vero al di là di ogni dubbio. Il rapporto chiede che la Chiesa cattolica cambi la sua posizione su aborto, matrimoni omosessuali e controllo delle nascite. Mi dispiace dirlo, ma questo ha più a che fare con una determinata ideologia che con la protezione dei minori.

 

Ritiene che questi due aspetti siano in qualche modo legati tra loro?

No, ritengo che non esista proprio alcun legame. La causa della protezione dei minori dovrebbe essere sostenuta da tutti indistintamente, che si tratti di conservatori o liberali, laici o credenti. Chiunque dovrebbe essere d’accordo sul fatto che la difesa dei bambini è una priorità assoluta. L’Onu però ha deciso di confondere le acque mescolando il tema degli abusi con una battaglia culturale partigiana.

 

(Pietro Vernizzi)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
10/02/2014 - I commenti (luisella martin)

Molto più dell'articolo, i tre commenti di Assunta, Daniele e Luigi, spiegano bene qual é la situazione delle organizzazioni civili e come esse si scaglino contro la Chiesa per coprire le loro mancanze. Bravi;l'unione fa la forza!

 
06/02/2014 - IPOCRISIA DELL'ONU (Ridolfi Daniele)

L'ONU "bacchetta" la Chiesa per la questione della pedofilia, ma poi promuove l'applicazione della teoria del gender nelle scuole, ad iniziare da quelle materne, in cui si dovranno spiegare ai bambini (di 4 anni!!!) i loro "diritti sessuali e riproduttivi" (cioè la teoria del gender punta alla 'pansessualizzazione' dei bambini: e non dobbiamo dimenticarci che due noti esponenti italiani del 'movimento di liberazione omosessuale', quali Nichi Vendola e Mario Mieli, hanno, a suo tempo, rilasciato certe dichiarazioni decisamente pro-pedofilia, che potete trovare se scrivete su Google 'vendola+pedofilia' e 'mieli+pedofilia'), e punta ad infilare sotto la dicitura "diritto umano" anche i matrimoni omosessuali e le relative adozioni (la lobby LGBT e l'ONU si stanno letteralmente inventando la questione della persecuzione di Putin contro i gay - in realtà Putin non perseguita alcun omosessuale, ma vuole semplicemente, e giustamente, preservare i bambini dall'aggressiva propaganda LGBT - per arrivare ad un ben preciso obiettivo: le leggi che sdoganino la cultura del gender). Chi è allora l'"orco"? La Chiesa o, piuttosto, l'ONU ed i movimenti LGBT? Direi, senza alcun dubbio, l'ONU ed i movimenti LGBT.

 
06/02/2014 - il rapporto Onu è ideologico e fazioso (assunta dell'isola)

Il comitato Onu è un organismo formato da 18 esperti indipendenti di diritti umani, i quali hanno il pieno diritto di esprimere giudizi sull'operato della Santa Sede. E', tuttavia, alquanto bizzarro che una ristretta oligarchia, non eletta ma selezionata attraverso criteri che sfuggono ai più, possa arrogarsi il diritto di stabilire i comportamenti che un qualsiasi Stato, nella fattispecie il Vaticano, deve assumere in relazione a determinati fatti. Quali che siano i motivi di tali dichiarazioni, la solerzia del comitato dei 18 nei confronti dei preti pedofili, pur apprezzabile, contrasta con l'indifferenza degli stessi rispetto allo sfruttamento dei fanciulli in tutte le parti del mondo da parte delle potenti multinazionali, che riducono i minori a semplici strumenti di lavoro. La mercificazione del bambino è una drammatica realtà diffusa ovunque nel mondo. secondo un recente rapporto dell'agenzia Oil oltre otto milioni di minori sono ridotti in schiavitù e se si pensa ai piccoli costretti a lavorare tra i 5 e i 17 anni, si raggiunge l’agghiacciante cifra di 246 milioni. 246 milioni di minori ai quali i 18 esperti di diritti umani "indipendenti" non danno l'evidenza e l'attenzione che meritano. A questo punto c'è da chiedersi se l'Onu, le sue agenzie e comitati, che presumo costosissimi, siano strutture ormai obsolete e se queste vadano riformate alla luce della loro crescente difficoltà ad affrontare i drammatici fenomeni contemporanei.

 
06/02/2014 - L'imbecillità del diavolo...Chi la sostiene? (Luigi PATRINI)

Quanto ci sarebbe da dire su questo documento dell'ONU, ultimo caso eclatante di avversione alla Chiesa e, almeno indirettamente, a quanti credono fino in fondo che - al di là delle varie fedi religiose - Dio, come che lo si chiami, non può essere che Uno e coincidente con una Verità oggettiva e assoluta! Constato solo che c'è una contraddizione profonda nel diavolo, quella di ritenere che l'unica verità sia che non c'è alcuna verità. Infatti: se "tutto" deve essere lecito: aborto, eutanasia, manipolazione genetica, omosessualità, transessualità, eccetera eccetera, perché non dovrebbe essere lecita la pedofilia? Un bambino può "essere consenziente" forse bastano poche caramelle; una giovane prostituta minorenne può accontentarsi di un cellulare, di una tessera pre-pagata ed essere "consenziente"... e allora... che "male" c'è? "Se Dio non esiste 'tutto' è possibile", dice Dostoevskij: anche la pedofilia! L'imbecille contraddizione del diavolo..., resa possibile dall'imbecille contraddizione di tanti imbecilli esseri umani! Sia chiaro che sono contro la pedofilia, contro l'aborto, contro l'eutanasia, ecc. ecc.: ma come si può essere favorevoli all'aborto, all'eutanasia, alla manipolazione genetica, ecc., ecc., ed essere contari solo alla pedofilia? E' solo questione di tempo... Tra non molto nessuno condannerà più neppure la pedofilia. La Chiesa continuerà, invece, a farlo!