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DIRITTI GAY/ Quelle veline del ministero che soffocano la libertà di stampa

Una manifestazione per i diritti gay (Infophoto) Una manifestazione per i diritti gay (Infophoto)

Fotocronisti e direttori sono avvisati: personaggi del genere anche se ci sono non si devono fotografare, immagini del genere non si devono pubblicare.

Con riguardo alla parola “famiglia” le indicazioni delle Linee guida sono stringenti. Innanzitutto non si deve più usare tale termine al singolare bensì al plurale a testimonianza “di un punto di vista inclusivo di tutte le differenze”. Quindi chi insiste ancora a scrivere famiglia al singolare è avvisato. Lo stesso dicasi per la parola “matrimonio”: anche qui il plurale è di rigore. Basta poi con l’espressione “matrimoni gay”. “Come è inappropriato denominare il matrimonio tra due anziani matrimonio di anziani”, si legge nel documento, altrettanto lo è “denominare il matrimonio di una coppia gay o lesbica matrimonio gay, dal momento che l’espressione suggerisce l’idea di un istituto a parte, diverso da quello tradizionale”. Riguardo alla parola “famiglia”, anzi “famiglie”, i giornalisti sono anche invitati a stare più attenti agli aggettivi: non si deve parlare di “famiglie gay” o di “famiglie omosessuali”, ma caso mai di “famiglie omogenitoriali” oppure (se proprio si vuol usare un’espressione più terra, terra) di “famiglie con due papà, due mamme”. Possibile?

Purtroppo sì. Vedere per credere il documento, che si trova anche in Internet. A monte di tutto questo c’è una precisa scelta di campo. Il primo punto del già citato capitolo-decalogo, dal significativo titolo “1. Cominciamo dalle basi…”, è infatti una stringata ma perentoria sintesi della cosiddetta cultura transgender a partire dall’affermazione secondo cui il sesso è una realtà biologica che “può essere distinto dal genere, che è il complesso di elementi psicologici, sociali e culturali che determinano l’essere uomo o donna”.

L’ideologia transgender è insomma divenuta cultura ufficiale del governo Letta; quindi (almeno per il momento) della Repubblica italiana. Siamo di fronte a qualcosa che cozza frontalmente con la nostra democrazia. In un Paese libero non è compito del governo fare scelte specifiche su questioni del genere; e tanto più farle a porte chiuse con strumenti giuridicamente ambigui, e al di fuori di qualsiasi dibattito e mandato parlamentare.

Le Linee guida si concludono con un dettagliato Glossario. Limitiamoci a citare qui tre delle sue voci: eterosessismo, omofobia interiorizzata e transfobia interiorizzata. Il primo sarebbe la “visione del mondo che considera come naturale solo l’eterosessualità, dando per scontato che tutte le persone siano eterosessuali. L’eterosessismo rifiuta e stigmatizza ogni forma di comportamento, identità e relazioni non eterosessuali (…) ed è la causa principale dell’omofobia”. Le altre due sarebbero forme di omofobia o rispettivamente di transfobia “spesso non cosciente, risultato dell’educazione e dei valori trasmessi dalla società, di cui a volte sono vittime le stesse persone omosessuali” o transessuali.

Vale la pena di considerare da vicino queste tre definizioni anche perché sono un’ottima testimonianza involontaria del carattere neo-autoritario di questa cultura. Cominciamo dall’“eterosessismo”: la sua definizione consiste nel collegamento arbitrario di elementi che non hanno alcun nesso obbligato tra loro.


COMMENTI
07/02/2014 - Che barzellette! (luciano dario lupano)

I pennivendoli che si oppongono? A chi? Tengono tutti famiglia e hanno un fiuto straordinario per individuare il prepotente di turno e non ostacolarlo minimamente e sfacciatamente osannarlo, che non guasta! Ma se il validissimo Letta è andato dall'illuminato Putin, ovviamente per tenerselo buono per i prodotti energetici, di che cosa cianciamo? Se c'è una cosa in sovrabbondanza, e non solo in Italia, è una utilitaristica ipocrisia farcita di roboanti quanto patetici propositi!

 
07/02/2014 - Libertà di stampa? Ma dove? (claudia mazzola)

Certo che una volta (mi sembro la mia povera nonna) era più bello leggere i giornali e guardare i TG. Le notizie di oggigiorno sono ridicole!

 
07/02/2014 - Le Velineeeeeeeeeeeeee......uariuariuarioooooo (Antonio Durante)

Bisognerebbe capire da chi, il ministero, ha ricevuto la velina che ha poi passato ai giornalisti ;-)