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Cronaca

DIRITTI GAY/ Quelle veline del ministero che soffocano la libertà di stampa

Per ROBI RONZA, in una democrazia non spetta al governo stabilire cosa devono scrivere i giornalisti. L’Ordine e la Federazione della Stampa avrebbero dovuto opporsi a questa iniziativa

Una manifestazione per i diritti gay (Infophoto)Una manifestazione per i diritti gay (Infophoto)

La pratica liberticida delle “veline” del tempo del fascismo – la quale sembrava appartenere a un passato che non torna – è invece sorprendentemente ricomparsa sulla scena con l’uscita, a cura del Dipartimento per le Pari Opportunità dell’attuale governo, di un fascicolo intitolato Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT (ovvero lesbiche, gay, bisessuali, transessuali), redatto con l’esclusiva consulenza di ben 29 associazioni e club del mondo LGBT.

In democrazia non compete al governo stabilire preventivamente di che cosa e come devono scrivere i giornalisti. L’Ordine nazionale dei Giornalisti e la Federazione nazionale della Stampa avrebbero perciò dovuto opporsi a questa iniziativa già in linea di principio. Che l’abbiano invece addirittura patrocinata la dice lunga sull’attuale decadenza degli organismi che dovrebbero tutelare la nostra professione.

Ispirate al medesimo criterio di fondo che stava alla base delle “veline” del regime fascista, le Linee guida di cui sopra fissano preventivamente nel dettaglio, fin nei modi e nella scelta tanto delle immagini quanto delle parole, ciò che la stampa dovrà scrivere sull’argomento. E’ una prossimità davvero paradossale se si pensa alle discriminazioni e spesso alle persecuzioni che gli omosessuali purtroppo subirono in epoca fascista. Le “veline”, lo diciamo per chi non sapesse di che cosa precisamente si trattasse, erano dei fogli dattiloscritti contenenti delle perentorie linee guida che il Ministero per la Cultura Popolare (Minculpop) dell’Italia fascista, cui competeva il controllo della stampa, spediva nelle redazioni. In un tempo in cui non c’erano né fotocopiatrici, né fax, né tanto meno Internet, esse consistevano in copie di un originale dattiloscritto riprodotte grazie alla carta-carbone su fogli appunto di leggerissima carta velina.

Caduto il fascismo, raccolte di “veline” furono pubblicate e divennero anche oggetto di studi. Oggi se ne ritrovano delle raccolte pure su Internet. Nel caso delle Linee guida per un’informazione rispettosa delle persone LGBT ovviamente lo stile e l’argomento sono ben diversi ma il criterio di fondo è, dicevamo, il medesimo.

Facciamo il caso di “Se le immagini dicono più delle parole”, punto n. 10 del capitolo-decalogo dal titolo “Comunicare senza pregiudizi: 10 punti da ricordare”. Vi si lamenta come siano “purtroppo numerosi i casi in cui a testi che riguardano l’omofobia, le discriminazioni, i diritti, le trasformazioni sociali sono associate immagini del tutto inappropriate. Queste normalmente ritraggono parate o altri momenti di esibizione pubblica di corpi, nudità (…)”. Così non va bene, ammoniscono le Linee guida governative, deprecando che in occasione dei “Gay Pride” (nel documento scrupolosamente definiti “LGBT Pride”) “ad attirare giornalisti e fotografi sono state sempre le figure più trasgressive, luccicanti, svestite, ed è così che si è prodotto e riprodotto un immaginario intorno a queste manifestazioni che di anno in anno, già attraverso le immagini che le annunciano, mette in secondo piano il tema dei diritti”.  


COMMENTI
07/02/2014 - Che barzellette! (luciano dario lupano)

I pennivendoli che si oppongono? A chi? Tengono tutti famiglia e hanno un fiuto straordinario per individuare il prepotente di turno e non ostacolarlo minimamente e sfacciatamente osannarlo, che non guasta! Ma se il validissimo Letta è andato dall'illuminato Putin, ovviamente per tenerselo buono per i prodotti energetici, di che cosa cianciamo? Se c'è una cosa in sovrabbondanza, e non solo in Italia, è una utilitaristica ipocrisia farcita di roboanti quanto patetici propositi!

 
07/02/2014 - Libertà di stampa? Ma dove? (claudia mazzola)

Certo che una volta (mi sembro la mia povera nonna) era più bello leggere i giornali e guardare i TG. Le notizie di oggigiorno sono ridicole!

 
07/02/2014 - Le Velineeeeeeeeeeeeee......uariuariuarioooooo (Antonio Durante)

Bisognerebbe capire da chi, il ministero, ha ricevuto la velina che ha poi passato ai giornalisti ;-)