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IL CASO/ Cara Rachel, il college "vale" l'umiliazione dei tuoi genitori?

Pubblicazione:martedì 11 marzo 2014

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Per il momento il giudice ha respinto l'istanza facendo presente che se si dovesse seguire un'andazzo del genere si troverebbe ben presto a dover deliberare in merito a controversie familari relative all'acquisto di XBox e videogames … 

Purtroppo temo che il buon senso del giudice verrà presto messo a dura prova perché sono sicuro che di episodi analoghi ne verranno fuori.

Ci sono molti aspetti preoccupanti in quel che è successo, segnali di quello che mi pare essere il cuore confuso dell'America. Una figlia che porta in tribunale i genitori per soldi non è una bella cosa… Non hanno vissuto insieme fino ad oggi? Una "bella famiglia americana" (cosi la definiscono le notizie di agenzia) non è riuscita a trovare un modo migliore per affrontare una questione cosi centrale nella dinamica di sviluppo di qualsiasi casa? Chiunque vinca, qui han già perso tutti. 

Ma c'è un altro aspetto a cui mi limito solo a far cenno. Un fenomeno che sto osservando da un po', un "trend" che sembra trovare sempre piu' spazio nello stile di vita, nel modo di concepirsi dei giovani, sulla stessa linea di quello che vado scrivendo di questi tempi: voglio essere completamente autonomo, determinare il mio destino. Ma in questo "sforzo di indipendenza", senza neanche rendermene conto, dipendo. In questo caso dai soldi dei genitori. 

Rachel e famiglia sembrano proprio "l'adolescente America" che ha smarrito la vecchia via e fa fatica a trovarne una nuova.   

Ma questo non è un problema che una Corte di Giustizia può risolvere.



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