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IL CASO/ Cara Rachel, il college "vale" l'umiliazione dei tuoi genitori?

Rachel Canning, una studentessa di 18 anni del New Jersey, ha deciso di fare causa ai genitori chiedendo al giudice che siano loro a pagarle gli studi. RIRO MANISCALCO

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Noi avevamo fatto "all'italiana". Con sacrifici, l'aiuto di amici, ma soprattutto della Provvidenza, alle spese di college dei nostri tre figli abbiamo pensato noi. In qualche modo ce l'abbiamo fatta. Il secondo mutuo sulla casa resta a documentare fatti realmente accaduti. Quando poi la seconda figlia ha optato per la Medical School (altri 4 anni dopo la laurea universitaria) siamo passati allo stile americano, anche perché il terzo mutuo sulla casa non ce l'avrebbe dato nessuno. Qual è lo stile americano? Che i ragazzi, non le famiglie, si fanno carico delle spese universitarie. Tasse di iscrizione, vitto, alloggio e quant'altro. Guardate che le tasse di iscrizione ("tuition") sono spaventosamente alte – si va dagli 8/9mila dollari dei city colleges ai 60mila ed oltre dei più prestigiosi. Ad un italiano farebbe comprensibilmente paura, ma qua è sempre stato così, anche perché il tempo del college (quel che da noi chiamiamo "università") è il tempo del "passaggio", del distacco dalla famiglia, dell'inizio di una vita veramente indipendente. E la vita indipendente comincia con un'assunzione di rischio: io, studente, scommetto sul mio futuro indebitandomi nel presente.

Una cosa che mi ha sempre colpito è che non si capisce bene se siano più i ragazzi a volersene andare o i genitori a volersi liberare dei figli. Non scherzo mica! Del resto tutti qua son cresciuti così, e tutti sanno che finita la high school si parte. "Dove", in quale università, certamente importa. Si può scegliere per tradizione di famiglia, perché si hanno le carte in regola per puntare in alto, oppure si va dove si riesce a raggranellare qualche borsa di studio (per meriti vari, compresi quelli sportivi). Ma l'importante è che si vada via di casa, lontano. Come una volta succedeva anche in Italia quando si doveva partire per le armi lasciando il paesello da cui non ci si era mai allontanati per finire chissà dove. 

Qualche aiuto dalla famiglia lo si riceve, ma sostanzialmente il giovane americano fa fronte alle spese scolastiche a suon di prestiti e lavoro. I prestiti sono prestiti d'onore, tassi agevolati ed impegno a cominciare a ripagare una volta terminato il corso di studi. E nel frattempo si lavora. Tutti lavorano! C'è chi ha un lavoro stabile (e magari poi fa fatica a studiare), c'è chi si barcamena con occupazioni occasionali. Tutti – assolutamente tutti! – lavorano d'estate. 

Rachel Canning la pensa diversamente. Questa giovane diciottenne del New Jersey ha portato i genitori in tribunale chiedendo al giudice che siano loro, i genitori, a sobbarcarsi le spese dei suoi studi. Sono ricchi – dice Rachel – perché mai dovrebbe indebitarsi lei quando i suoi possono permettersi tranquillamente di pagare?