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MOSCHEA A MILANO?/ La grande alternativa tra realtà e "principi"

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Non si tratta di rinunciare alle proprie strategie, ma di decidere cosa viene prima: se la realtà (l'altro, ciò che differisce da noi) è un'opportunità o solo il pretesto per affermare le proprie posizioni pregresse (c'è chi pensa che i musulmani faranno sventolare la mezzaluna sulla cima del duomo e chi pensa che siano tutti buoni). 

Non è un problema di modelli di convivenza, ma − com'è nella grande tradizione milanese − di cittadinanza: del cittadino che ciascuno di noi decide di essere. La storia di Milano è la storia dei suoi cittadini, non quella dei suoi monumenti. Solo così la grande moschea può funzionare: se diventa l'opera responsabile di tutta la città. 

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COMMENTI
22/03/2014 - moschea a Milano di Luca Doninelli (giuseppe samir eid)

1-i finanziamenti provenienti da fonti o stati che discriminano i non musulmani vanno rifiutati. 2-Mi piace il fatto che il progetto sia della cittadinanza, tutta, non soltanto degli aderenti alla proponente che rappresenta soltanto una parte dei fedeli musulmani. 3- La moschea dovrebbe essere accessibile alle funzioni di tutte le componenti dell'islam nessuna esclusa. 4-l'Ente di gestione della moschea dovrebbe includere uno o più rappresentanti del comune di Milano nel Consiglio di gestione e i verbali accessibili. 5-i titolati a tenere le prediche debbono essere "certificati" e pratici della lingua nazionale e della cultura nostrana. grazie.

 
14/03/2014 - Ha ragione Luca Doninelli (claudia mazzola)

Mi ha stufato questa storia delle religioni, fa sembrare la fede una finta inventata dall'uomo, ognuno crede e fa per sé. Comunque io ho incontrato Gesù Cristo con la Chiesa e mi pare questa la realtà.