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PAPA/ Dal Piemonte a Buenos Aires, il papà secondo Bergoglio

Nell'udienza di ieri, Francesco non solo ha chiesto di pregare per tutti i papà del mondo, ha anche ricordato per la prima volta il suo papà. La catechesi raccontata da CRISTIANA CARICATO

Jorge Mario Bergoglio da cardinale (Infophoto) Jorge Mario Bergoglio da cardinale (Infophoto)

Ha parlato della nonna, della mamma, del prete che gli ha strigliato l'anima, ma poco o niente, nel primo anno di pontificato, del suo papà. Francesco, nel giorno di San Giuseppe, ha sicuramente pensato a lui. E sono sicura di aver individuato anche il momento preciso. Quando al termine della catechesi in piazza San Pietro, ha chiesto di pregare per tutti i papà del mondo. Si è fermato un attimo, sospeso il flusso di parole, e ricordato anche i molti papà che sono presso il Signore. 

Nel suo ormai abituale colloquio con la piazza, dopo la consueta conta per alzata di mano su quanti degli uomini presenti avessero generato, ha inglobato nella benedizione invocata per intercessione di san Giuseppe, anche i tanti padri che Dio ha chiamato a sé. "Possiamo farlo insieme" ha detto "ognuno ricordando il suo papà, se è vivo e se morto". Poi la preghiera al Padre di tutti, l'Eterno, un Padre nostro recitato dalla folla di fedeli, rapiti dalla commozione e dalla nostalgia. 

Il suo papà, così come lo ha descritto nelle interviste da arcivescovo di Buenos Aires e nella chiacchierate tra gli amici, doveva essere uno tosto. Dopo aver attraversato l'oceano, dal Piemonte all'Argentina, aveva lavorato come fattorino nel negozio di famiglia, per poi passare dalla consegna delle merci con la cesta ai libri contabili di una ditta amministrativa. Una moglie conosciuta all'oratorio e cinque figli. Religioso e forte, aveva il fare argentino ma nel cuore una nostalgia lacerante per l'Italia. Aveva ereditato la sofferenza per l'abbandono della propria terra dalla madre, la straordinaria nonna che Bergoglio cita in continuazione, un dolore che gli impediva di parlare piemontese. Un emigrante irrisolto, uno di quelli che preferiva guardare la Pampa piuttosto che il mare, per non sentire più l'odore di casa portato dal vento. Eppure doveva essere anche molto simpatico: giocava a briscola e portava i figli alle partite di basket del San Lorenzo. Un cestista che non ha mai alzato le mani sui figli lasciando alla moglie il compito di tirare qualche ceffone, e che quando il figlio diciassettenne gli confidò di aver incontrato Dio e che il Signore lo stava aspettando, rispose "Bueno!", visibilmente felice. Anzi fu proprio quel padre comprensivo e tenero a fare da scudo con la mamma del futuro pontefice, poco convinta che quella fosse la strada per il figlio. Certo oggi deve ridersela un bel po', scuotendo la testa per tutta quella testarda opposizione. 

Ecco, il padre di Jorge Mario Bergoglio doveva essere un bel tipo. Il padre che tutti vorrebbero avere. Quello per cui deve essere facile pregare. Uno che con San Giuseppe aveva molto in comune. Sicuramente la qualità di custodire, di accompagnare il proprio figlio nel cammino di crescita "in sapienza, età e grazia". 


COMMENTI
20/03/2014 - Il mio papà... (claudia mazzola)

Il mio papà 81anne, ha ricevuto tutti i sacramenti, va in Chiesa e nei Santuari quando vuole lui, dice per fare un giro, per accompagnare sua moglie, non crede nel Signore Gesù ed è diffidente, però prega quando recitano le preghiere, chissà perché... Dio me lo custodisca.