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VENETO INDIPENDENTE?/ La Crimea in versione "polenta e osei"

Pubblicazione:domenica 23 marzo 2014

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Quale strada, dunque, dopo la consultazione che in questi giorni è salita alla ribalta dei media anche internazionali? Non resta che verificare sul serio quanti siano i consensi: con schede di carta, non virtuali, in una libera consultazione senza etichette istituzionali.

Ma al di là di questo, i fatti di queste ore come quelli del passato segnalano un problema irrisolto: il gap tra consistenza socio-produttiva del Veneto, e la sua rappresentanza politica. E' innegabile che la regione in Italia conti molto meno di quel che vale. E di questo sono in molti a portare le responsabilità, cominciando dalla Democrazia Cristiana veneta, che era il maggior serbatoio di voti dello scudo crociato nazionale, ma che non hai saputo portare a casa forme di reale autonomia e concreti riconoscimenti al suo ruolo. Una volta spiaggiata la balena bianca, l'ormai lunga stagione di un forzaleghismo egemone in Veneto si è rivelata comunque inconcludente: quando nei governi di veneti non c'era nessuno, e quando si è arrivati ad avere ben tre ministri. E pure le opposizioni si sono rivelate marginali, anche quando a Roma comandava un governo amico. Le spinte di fuga nascono da questa inconcludenza. Ma a loro volta sono destinate a finire nel vuoto. Alimentando la frustrazione dei veneti: un pessimo segnale.



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COMMENTI
23/03/2014 - veneto (delfini paolo)

Grazie all'autore dell'articolo. Con tanti problemi seri che abbiamo in Italia, ci mancano solo i "serenissimi". Tra l'altro c'è sempre qualche mediocre esponente del centrodestra, sia storico che recente, che soffia sul fuoco, in cerca di facile gloria.