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AIDS/ Arriva il test "facile" (e anonimo) che sconfigge l'Hiv

Giustino Parruti (Infophoto) Giustino Parruti (Infophoto)

Il tutto rigorosamente in forma gratuita. Oltre all’Hiv ognuno potrà essere gratuitamente testato anche per il virus dell’epatite C, dell’epatite B e per la sifilide. Il sito, inoltre, è ricco di informazioni per saperne di più sul mondo di queste malattie infettive.

Perché dell’Aids non dobbiamo più aver paura, ma di scoprirlo troppo tardi sì? Giustino Parruti, da anni in prima linea nella lotta all'Hiv, membro della Fondazione Camillo De Lellis e tra gli ideatori del progetto "Fai il test anche tu", ricostruisce come si è giunti a questo progetto: "Nel 1981 fu descritta in modo definito la 'nuova' sindrome da immunodeficienza in giovani adulti, all’epoca nella quasi totalità omosessuali o tossicodipendenti, che si andava diffondendo nel Nord America e in Europa. Dopo soli due anni venne scoperto il virus che causa questa sindrome che in inglese si abbrevia in Aids (Acquired Immunodeficiency Syndrome), e il virus lento identificato fu battezzato Hiv (Human Immunodeficiency Virus), che causa una progressiva riduzione del numero e della qualità dei linfociti del tipo CD4, essenziali per una buona regolazione ed un corretto funzionamento del nostro sistema immune, cioè di quel complesso di meccanismi che ci difende dai microorganismi residenti nel nostro corpo o provenienti dall'esterno. Quando - spiega il primario -, a seguito dell’azione distruttrice e disregolatrice dell’Hiv i linfociti CD4 diventano insufficienti a svolgere le loro funzioni di difesa e coordinamento, la persona infetta diviene incapace di proteggersi dalla continua aggressione e finisce per sviluppare una serie di infezioni che progressivamente crescono fino a causarne la morte".

In generale, tra l’ingresso del virus Hiv nel nuovo infetto e l’inizio della fase di queste infezioni "passano tra i dieci e i quindici anni di vita pressoché normale, durante la quale l’infetto mantiene una normale attività e generalmente diffonde ad altri il virus Hiv o tramite lo scambio di siringhe o per via sessuale, essendo i rapporti omosessuali molto più rischiosi di quelli eterosessuali".

Negli anni Ottanta, scoprire di avere l’infezione non poteva aiutare a prevenire la fase di immunodeficienza finale ma oggi il contesto è assolutamente diverso perché ci sono farmaci efficaci per bloccare l’Hiv e ridare all’infetto una piena aspettativa di vita normale. "L’individuazione precoce - spiega Parruti - permette di avviare la terapia contro il virus prima della comparsa dei sintomi. In questo caso, abbiamo la ragionevole certezza di avergli restituito un’attesa di vita normale rispetto ai non infetti. Inoltre, se tutti gli infetti residenti in una zona scoprissero precocemente la propria condizione, lì non potrebbe più esserci trasmissione di Hiv. Il test - conclude Parruti - è una procedura molto semplice e sicura, ma per tanti è inaccessibile per invisibili ma fortissime barriere psicologiche". 

Ecco allora che questo progetto rappresenta un’occasione da non perdere, che nasce dalla sinergia di persone ed enti appassionati al proprio lavoro, da tempo in prima linea contro un problema, quello dell'Aids, che anche a livello internazionale è stato capace di catalizzare l'attenzione del mondo scientifico, i cui risultati oggi sono davvero sotto gli occhi di tutti.

Ma si può, e si deve fare ancora di più: questo progetto va proprio in questa direzione.

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