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IL CASO/ Perché suor Cristina e don Matteo battono Servizio Pubblico di Santoro?

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Suor Cristina a The Voice of Italy (Infophoto)  Suor Cristina a The Voice of Italy (Infophoto)

Quando la tv sa parlare alla gente, tirar fuori sorrisi, qualche lacrima, di-vertere dalla pesantezza e dalla stanca ripetizione del solito refrain: rissa, sesso, satira. La gente che ha voglia di cose buone, di parole che come un balsamo diano conforto, di personaggi in cui immedesimarsi, chè di orrore intorno ne ha già abbastanza. La gente che caparbiamente, nonostante la solitudine, la distrazione, la pervicace ostilità della società e del potere non può strapparsi di dosso quell'appartenenza di sangue al popolo cristiano, alla sua idea di uomo. Calpestandola mille e mille volte, scordandosene, per pigrizia o malvagità. Però rimane, come un lumicino fievole e persistente. Che può balenare, per un attimo, quando Mosè spalanca le braccia a Dio, quando don Matteo si inginocchia in chiesa, quando due ragazzi ammalati si danno la mano, per aiutarsi a camminare, anche con una gamba sola. 

La tv è vecchia, più vuol essere rivoluzionaria e nuova più è datata: perché si è rivolta a chi la faceva, non a chi la guardava, considerato troppo ignorante o inetto. La tv è un mezzo formidabile per informare, per far compagnia. Fa compagnia anche una ragazza di 25 anni vestita da suora, la sua spensierata letizia, la sua innocente ribalta, per dire a tutti, col suo essere lì, che è stata afferrata da un Altro, di cui non ha vergogna, per cui è pronta a tutto.

Sì, ci ha messi a disagio, qualche pensiero snob ci è venuto. Ma non dobbiamo avere paura di chi parla al cuore, e che i cuori rispondano. I record sulla rete della sua performance canora dimostrano che qualche cuore ha vibrato. Vogliamo una tv che racconti la verità, con i tg, i documentari. Vogliamo una tv che racconti storie, di uomini e donne possibili, reali. Una tv che riracconti i miti, gli eroi, le favole, con le domande di ogni uomo, in ogni tempo. Quella dei grandi sceneggiati che hanno fatto l'onore della Rai, quella delle trasmissioni che ci hanno insegnato ad essere un popolo. Quella che dà voce a chi rappresenta la voce di tutti, dal pulpito più in vista della terra, senza ridurlo a leader di una lobby, a capo di stato, a dispensatore di regole, a guru di una filosofia. La gente vorrebbe un po' di bello e di buono. È così strano?

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COMMENTI
25/03/2014 - Voglia di bontà (claudia mazzola)

La gente ha voglia di qualcosa di buono che gonfia il cuore. Oggi è venuto a benedire l'ufficio don Marco, c'erano inoltre due amici ed un collega. Che bel momento, che bel giorno dell'Annunciazione. Questo cerchiamo anche in TV!

 
25/03/2014 - Commento (cristiano ceselli)

Quello che scrive é talmente vero ed evidente che é paradossale e superfluo scriverlo no?! Eppure abbiamo bisogno di fare esperienza cioè di provare questa novità e giudicarLa, come lei ha fatto. Mi sto accorgendo che c'è un bisogno smisurato tra le persone di normalità!! questo attraverso la semplicità, la bellezza e la Verità, tradotto in termini pratici essere soggetti protagonisti nel vivere la propria vita e non permettere che altri se ne approprino. Grazie. Cristiano c.