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LEOPARDI/ Il resort sul colle dell'Infinito, le proteste del pronipote del poeta

Approvato il piano di ristrtturazione dell'antico casolare che si trova sul colle dove Leopardi fu ispirato a scrivere la poesia l'Infinito. Le proteste degli eredi del poeta

Il colle dell'Infinito Il colle dell'Infinito

E' una questione che si trascina da anni, da quando cioè il vecchio casolare che si trova sul famoso colle dove Giacomo Leopardi, incantato dal panorama, scrisse forse la sua più celebre poesia, l'Infinito, è stato acquistato per essere trasformato in resort di lusso. C'è un vincolo che risale al 1955 ma è un vincolo che non vieta di edificare, lascia cioè liberi di fare interventi architettonici nel rispetto del valore estetico della zona. Una vecchia casa colonica con porcilaia e fienile dovrebbe diventare una country house per benestanti. Vanni Leopardi, discendente del conte poeta, è fra quanti da tempo si oppongono alla trasformazione dell'area. E' stata approvata infatti con il beneplacito del sindaco di Recanati la nuova locazione, con tanto di spostamento del casolare, parcheggio sotterraneo e accorpamento delle strutture esistenti: casolare, porcilaia e fienile. Vanni Leopardi non si oppone a una ristrutturazione, ma chiede il rispetto della struttura, lasciando integri gli edifici esistenti, evitando il parcheggio sotterraneo. Al Messaggero ha infatti detto: "Non capisco perché non abbiano voluto lasciare il casolare così com’è. Si poteva restaurare nel rispetto dell’esistente, cioè mantenere quella che è una tipica casa di campagna marchigiana, qui invece si interviene con un pesante restauro". Vanni Leopardi chiede che l'opinione pubblica si mobiliti per fermare la ristrutturazione e salvaguardando anche la vista panoramica: "Deve restare il senso del selvaggio. Se proprio ci vogliamo fare qualcosa, ripiantiamo le vigne di una volta e facciano il vino dell’Infinito".

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