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SPILLO/ Suor Cristina, un "fenomeno" di voce o di abito?

Suor Cristina a The Voice (Infophoto) Suor Cristina a The Voice (Infophoto)

Auguro a sr Cristina che il successo sia per la voce e non perché è suora, spero non sia una specie di Susan Boyle (che peralto ha dimostrato di essere bravissima e pure cattolica). Anche lei era un talent televisivo, anche lei segno di qualcosa: la bruttezza e la sfigataggine di vita redente da una voce meravigliosa. Sicuramente lei e suor Cristina rompono lo stereotipo "la suora sta in convento e le brutte sfigate stanno a casa", però a me piacerebbe che l'entusiasmo fosse per la voce e basta.

A me piace Gaetano Scirea. Nessuno sapeva che era cattolico fino a quando è morto. Allora poi fai due più due, per come era corretto, per come faceva il capitano, per come chiudeva un attacco avvesario. Ho trovato il clic dentro. Il mio sogno è che J.Ax e Pelù girandosi dicessero che voce!, però guardando una ragazza carina normale (carina-cantante), che arriva a 30 milioni di dischi (non di clic: Cristina te li auguro, i dischi) e che magari in un'intervista lascia cadere che con il fidanzato ci sta provando a non fare sesso prima del matrimonio anche se, insomma, è dura.

Lo so, io sono un prete normale e forse non capisco tanto la vita religiosa. Papa Francesco dice che i religiosi devono fare cose che colpiscono, ma a me non piace che il mercoledì stia senza ombrello quando piove. Perché si prende l'influenza a stare bagnato un'ora prima dell'udienza e un'altra ora dopo. Io voglio che duri a lungo Papa Francesco e sono contento se − come sembra − cambia idea e usa l'ombrello. 

Io sono stanco degli eroi, non voglio più intitolare aereoporti a Falcone e Borsellino. Il pensiero che siano gli eroi a combattere la mafia è dannoso: esime dall'impegno quotidiano. Nella Lettera a Diogneto si dice che "i cristiani non si differenziano dagli altri uomini né per il territorio, né per il modo di parlare, né per la foggia dei loro vestiti, perché i cristiani rappresentano nel mondo ciò che l'anima è nel corpo". Si parla dei primi cristiani. Cristina, Pelù, J.Ax &C parlano del fatto che una suora canta così, non solo della tua voce. A loro − tutto sommato − va bene che una cristiana sia una suora, non va bene che sia cristiana una cantante normale. E tu, Cristina, sei fantastica ma normale non sei.

Allora Mauro, era meglio se non cantavo? no Cristina: hai fatto bene perché ci hai ricordato che l'unico abito che portiamo è la gioia. Ma adesso mi piacerebbe che la voglia di cantare venisse alla cristiana "ragazza qualsiasi" che non è segno di qualcosa e che sarebbe ascoltata solo per quello che è. E questo sarebbe merito tuo.

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COMMENTI
27/03/2014 - CRISTINA (Paola Baratta)

Quando l’ho ascoltata la prima volta, suo Cristina, anche io come la maggior parte di noi mi sono commossa e divertita. Ho pensato fosse bellissimo che una suora giovane ribadisse il suo essere suora portando a tutti la sua voce in tv, con il suo adagio: “Ho un dono! Ve lo dono”. Bello, cristiano, vero. C’è un pericolo in tutto questo? Questo articolo di Don Mauro, onesto e acuto, mi ha fatto pensare di sì. Il primo è che diventi un “caso” ciò che dovrebbe essere normalità: il cristiano, qualunque vocazione abbracci, è chiamato a far fruttare al massimo i propri talenti per donarli a servizio degli altri come testimonianza dell’Amore grande di Gesù Cristo. Voglio dire che in ogni parrocchia, in ogni realtàdovrebbe esserci una “Suor Cristina” e non dovrebbe destare stupore. Il secondo , strettamente connesso la primo, è che in fondo tramite questa sovraesposizione mediatica, non si faccia che reiterare il pregiudizio che la persona consacrata sia “diversa” da una normale: perciò se un religioso canta e lo fa bene è una cosa particolare, strana, che va giudicata in modo diverso. Il terzo pericolo, più strettamente spirituale, è la banalizzazione del messaggio evangelico. Quando Papa Francesco auspicava una” Chiesa in uscita”, certamente aveva in mente il ruolo dei social networks e degli dai media. Ma la Gioia Cristiana sta soprattutto nel quotidiano, sta nell’acquisizione di uno sguardo che nella normalità sa sempre riconoscere le meraviglie operate dal Signore

 
26/03/2014 - Suor Cristina fenomeno di voce o di abito (elisabetta galli)

Io sono tra i quasi 30 milioni entusiasti. Mi è piaciuta la voce e tutta la festa che le hanno fatto. In effetti non avevo notato che non avessero parlato della sua voce, eppure era una gara canora. Forse pure io mi sono fermata al fenomeno "suora canterina". Però è così per tutti, non solo per lei, suora. Tutti siamo rappresentati da quello che siamo diventati più che da quello che siamo. Se una donna è bella si vede la bellezza. A cinquant'anni di una donna si vedono solo i 50 anni. Se sei un uomo di potere si vede il potere. Però qui c'era tantissima gioia e a me piacerebbe che della prossima ragazza canterina, donna bella, uomo di potere, si vedesse, oltre l'aspetto, anche la gioia, che fosse quello l'abito che contraddistingue una persona cristiana, una persona giovane, una persona che sta esibendo una cosa che la fa felice, di ogni persona. Il fatto che una suora non sia solo in una corsia di ospedale o in un centro di recupero e che il suo abito sia abbinato anche a Gesù che dona gioia, a me sembra una gran cosa. Un abito, un ruolo, un'età, sono segni,segni che c'è vita, c'è una persona davanti a te. A me è venuta voglia di conoscerla Suor Cristina ma pure J Ax e gli altri. Hanno lasciato un segno. Quell'abito è stato un'evidenziatore di qualcosa che è tutto da scoprire come in Scirea (vado a cercarmi la sua storia). Grazie!