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Cronaca

SCIATT A PORTER/ Quel locale dove si vende la bellezza

“Sciatt a porter”, il sogno realizzato di Arianna Fontana, è un locale in cui il “prodotto” venduto è la bellezza, ed in cui la Valtellina vive nel cuore di Milano. MARCO GATTI.

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Dare redditività alla passione. Questa la sfida. Questa la strada per battere la crisi. Questa la rivoluzione pacifica, per liberare il nostro paese da quelle che il cardinale Angelo Bagnasco, nella sua prolusione al Consiglio Permanente della Cei, ha definito la povertà della nostra società, descrivendola come “miseria materiale, miseria morale e miseria spirituale”. È tempo di riconoscere il valore dell’operato di chi lavora nel mondo dell’arte, dell’educazione, dell’artigianato, dell’agricoltura.

Lavori, da troppo tempo, ingiustamente considerati di serie B. Chi ha un interesse profondo, è capace di sopportare sacrifici enormi, pur di realizzare il suo sogno. È il caso delle tre donne che, domenica scorsa, hanno ricevuto il premio “Profeta in patria”, riconoscimento istituito dal club di Papillon della Valtellina guidato da Francesca Traversi, per onorare persone che, nate o cresciute a Berbenno (So), han raggiunto l’eccellenza nel campo della cultura, dell’imprenditoria agricola e artigiana, dello sport, del gusto.

A ricevere il premio, Arianna Fontana, la campionessa di pattinaggio vincitrice di più medaglie alle recenti olimpiadi invernali di Sochi. Una storia, la sua, fatta di tenacia e capacità di sacrificio, coronata da un successo che non ha per nulla intaccato il suo essere ragazza acqua e sapone. Emma Marveggio, donna intelligente e di grandi visioni, capace di trasformare il suo amore per storia, tradizione e gusto della sua terra, in attività.

Il suo sogno realizzato è “Sciatt a porter” (tel. 0263470524) un locale dove il “business è poesia”, ossia in cui il “prodotto” venduto è la bellezza, ed in cui la Valtellina vive nel cuore di Milano, attraverso filmati di vigneti e montagne, vini, con i grandi rossi da uve chiavennasca dei migliori produttori, piatti tipici, a partire da quegli sciatt che danno nome al locale, e che son serviti in cartoccio, in modo da poter essere gustati in piedi o a passeggio. Ultima, ma non ultima, Fides Marzi, dottoressa in agronomia e maestra assaggiatrice di formaggi.