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IL CASO/ Danimarca, il "marcio" premia chi fa figli in vacanza

Pubblicazione:venerdì 28 marzo 2014

Capri (Infophoto) Capri (Infophoto)

Come mettere in piazza il proprio ciclo mestruale, la propria vita sessuale, compresi rischi di infertilità e impotenza: è vero che l'agenzia non ti chiede con chi avverrà il concepimento, come recita il buon vecchio proverbio, "mater semper certa, pater incertus est". Premunirsi validi amici pronti al bisogno, nel caso il compagno manchi o decida all'ultimo che la hostess o la vicina di camera sono più appetibili. 

Sarebbe interessante capire il parere del ministero del turismo danese, per vedere se c'è uno zampino istituzionale. Perché sarebbe ben più semplice, rispettoso e appagante considerare qualche sussidio in più alle famiglie, ad esempio. Se invece si tratta soltanto di una trovata pubblicitaria, pur indicando un cambio di tendenza, dubito che qualche pacco di pannolini o un passeggino nuovo di zecca bastino a far tornare coraggio e volontà. C'è perfino qualcuno che continua a pensare, ostinatamente, contro ogni buon senso e necessaria pianificazione, che un figlio nasce da un atto d'amore, responsabile, ma soprattutto libero da vincoli e premi. E che nemmeno in tempi di compravendita del proprio corpo o di parti di esso, accetterebbe di farsi dettare tempi e modi da chicchessia. 



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