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IL FATTO/ Genova, cancellato il volto di Mattia: essere amici è una colpa?

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Nelle persone oggi c'è spesso un'afasia davanti all'esperienza del dolore; si resta come ammutoliti, senza parole che aiutino a trovare un bandolo di senso. Così gli altarini sono come dei tentativi ingenui di dire la cosa che non si riesce più a dire. Poi il tempo allenta la pressione del dolore, e la città si rimangia poco alla volta immagini, fiori, scritte. Così sarebbe accaduto anche al volto di Mattia: e non c'era bisogno di quell'inutile gesto anonimo di un funzionario stupidamente solerte.

PS: Passando ad una questione molto più prosaica di arredo urbano, il miglior modo per mettere freno al caotico imbrattamento di muri, è quello di dare spazio a chi sui muri dipinge invece immagini che abbiano un senso e magari siano anche belle. I writer vanno incoraggiati, incentivati, a dare colori alle nostre città. Fate un giro alla Garbatella a Roma e vedete come un quartiere sotto tanti aspetti fatiscente, possa trovare un suo riscatto grazie a quei grandi murales, pieni di colore e fantasia.

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