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SANTO DEL GIORNO/ Il 3 marzo si celebra il Beato Innocenzo da Berzo

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Il 3 marzo è il giorno in cui la Chiesa cattolica celebra la memoria del Beato Innocenzo da Berzo, storico sacerdote dei Frati Minori Cappuccini. Nato a Niardo, un paesino in provincia di Brescia, il 19 marzo 1844, Giovanni Scalvinoni (questo il suo vero nome) cresce in una famiglia umile. La sua infanzia inizia male, con il padre che muore a pochi mesi dalla sua nascita a causa di una polmonite. Fin da molto piccolo, Giovanni dimostra la propria bontà d'animo donando i suoi pochi averi ai poveri che bussavano a casa sua, una carità che il giovane continuerà ad ostentare per tutta la vita regalando tutti i suoi averi ai meno abbienti. Studia nel collegio di Lovere, proseguendo poi nel seminario di Brescia dove mette in risalto la sua enorme spiritualità e, a 23 anni, diventa sacerdote e ottiene il nome di Innocenzo. Gli vengono affidati vari ruoli nel corso della sua giovinezza, tra i quali quello di vicerettore a Brescia e di vicario a Cevo. Ma ogni volta viene rimosso a causa della sua timidezza e alla conseguente incapacità di impartire ordini. Nel 1874 viene ammesso come novizio nell'ordine dei Frati Cappuccini dell'Annunziata di Cogno, nel quale resta per oltre quattordici anni e riceve l'incarico di vicemaestro dei novizi. Diventa anche giornalista, collaborando come redattore con la rivista Annali Francescani. Innocenzo si rivela un prete ricco di grandi qualità, protagonista di fenomeni mistici tra i quali la levitazione, le estasi e la fotofania. Grazie a queste sue attitudini, il sacerdote riesce ad attirare numerosi fedeli all'Annunziata. Il suo amore per la Via Crucis e il crocifisso è talmente ammirevole da rendere ogni sua messa un esercizio di grande intensità, nonostante il suo modo di agire piuttosto dimesso e schivo. Inizia a predicare gli esercizi spirituali in varie città italiane, tra le quali Brescia, Milano, Bergamo e Albino, in un periodo in cui però si ammala gravemente. Muore nell'infermeria del convento di Bergamo il 3 marzo 1890, a soli quarantasei anni. Dopo essere stato seppellito proprio a Bergamo, le sue spoglie vengono trasferite nel villaggio di Burzo Inferiore, acclamate da migliaia e migliaia di persone. Ed è proprio qui che ancora oggi è custodito il corpo di Innocenzo, fino a quando papa Giovanni XXIII lo proclama beato il 12 novembre 1961. Numerosi fedeli ancora oggi si recano al Santuario dell'Annunziata per chiedere la sua intercessione e il suo culto sta andando oltre l'Italia e diffondendosi anche per la Spagna, il Camerun, la Costa d'Avorio, il Brasile, le Filippine e tanti altri paesi ancora.



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