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Cronaca

IL CASO/ Dalle adozioni gay al matrimonio in crisi, la Gran Bretagna "rovescia" l'uomo

Due notizie contradditorie in Gran Bretagna: plauso per il via libera ai matrimoni gay, e statistiche che danno in continuo calo i matrimoni. Il commento di MONICA MONDO

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Due notizie contradditorie nella stessa giornata: plauso alla Gran Bretagna, per il via libera ai matrimoni gay. E commento sociologico-culturale  per le statistiche che, sempre in Gran Bretagna, danno in continuo calo i matrimoni, tanto da far presagire, in tempi non lontani, la scomparsa del matrimonio come istituzione. Sindrome da Bridget Jones, la chiamano. Ovvero, i giovani non vogliono prendersi impegni, hanno paura di farlo, non credono sia possibile mantenerli. Il nesso qual è? 

Forse dobbiamo riconsiderare la concezione dell'uomo, come l'uomo l'ha recepita, provata, assunta. E dobbiamo cambiare mente e linguaggio, che si basano sulla percezione sensibile di una diversità naturale, oggettiva, riconducibile ai caratteri sessuali, il maschile e il femminile. Ma resta il senso di uno straniamento: non solo perché per secoli e secoli ci è stato insegnato a usare la ragione secondo la potenzialità dei suoi fattori, a partire dall'esperienza. E l'esperienza impone ai sensi la realtà di uomini e donne, così come l'evidenza che le donne procreano, i maschi no, e sempre delle donne hanno bisogno, anche per mater-nità (si dice così!) surrogate. Il termine matrimonio ne deriva: implica la procreazione, la promuove, la sostiene, la tutela. Se non ci si vuol più sposare, è perché allora non si vogliono più fare figli. Eppure i gay chiedono il matrimonio: forse hanno una tenuta umana più solida, capace di contrastare la fragilità della sindrome sopracitata? Loro i figli li vogliono, e chiedono che la legge e la scienza seguano i loro desideri, poco importa se manipolando l'uomo, se stravolgendo la sua natura. È l'uomo che crea la natura, non viceversa: è l'uomo che si fa tale, l'uomo che si dà la vita, il sesso, la morte. Perché se si trattasse di diritti - a parte quelli della persona, che in Gran Bretagna sono uguali per tutti da tempo - nel Regno Unito godono anche di quelli che regolano le cosiddette "coppie di fatto": sono così liberali e rispettosi delle diversità, questi inglesi, non come noi italiani, oppressi e condizionati dalla ridondante presenza della Chiesa cattolica! Grazie al progresso mentale, si dice, anche da quelle parti the times are changing, si crede, e seguiranno presto aperture al diritto inalienabile all'amore, sempre e comunque, ai figli, che non sono proprio persone finché non hanno a loro volta diritto a diventarlo scegliendosi la vita. Non proseguo, mi pare una posizione così irrealistica e deprivante per l'uomo. 

Torno indietro invece a quella paura della stabilità, figlia sicuramente delle nostre società incerte. Non è vero: basterebbe ricordare società e tempi ben più provati da sconvolgimenti e miserie, quando tuttavia non si è mai smesso di sperare e puntare sul futuro. Perché mai i giovani, oggi, che come tutti i giovani di ogni epoca e luogo pongono l'amore al di sopra di ogni sogno, si accontentano di amori a termine? Perché abbassano il livello dei loro desideri alla loro debolezza? 


COMMENTI
02/04/2014 - Cara Monica (Savio Alberto)

Cara Monica non si può ridurre la donna alla sua capacità riproduttiva come secoli di dottrine oscurantiste l'hanno segregata. Le pagine dei giornali sono piene di casi donne che per conformismo sociale e senza lacuna propensione alla maternità sono diventate madri per poi riversare la loro ostilità per questo ruolo sui propri figli fino ad arrivare ad ucciderli. E per essere padre non basta dare distrattamente qualche goccia di sperma. Ognuno deve essere libero di percorrere la propria strada. E se i gay o le lesbiche vogliono sposarsi ( e quindi creare nuove forme di coesione sociale) ben vengano e ben venga la loro voglia di genitorialità ( anche se surrogata). Vorrà dire che i loro figli saranno certi di essere stati voluti e non concepiti per caso o per distrazione. E se come in America ci sono donne che si offrono (gratuitamente salvo spese mediche inerenti la gravidanza) come portatrici questo è gesto estremo di amore verso il prossimo che figli non ne può avere come gay o coppie etero sterili. Non forziamo la gente a fare i figli se non li vuole altrimenti avremo dei genitori mostri.