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VENETO INDIPENDENTE/ Contin (Serenissimi): non ci serve l'Italia. Rifarei come nel '97…

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Il blindato dei Serenissimi in piazza San Marco, nel 1997 (Immagine d'archivio)  Il blindato dei Serenissimi in piazza San Marco, nel 1997 (Immagine d'archivio)

È stato un tema molto cavalcato dai promotori del referendum che si è appena tenuto; ma per quanto riguarda gli altri movimenti europei, noi Serenissimi non ci facciamo caso, anche se condividiamo valori simili. Certo è che l’Europa del futuro deve essere un’Europa dei popoli e non degli Stati, che è fallita. Comunque, noi abbiamo la nostra storia, non dobbiamo imparare niente da nessuno. Poi è diverso: rispetto alle altre realtà come Catalogna, Scozia e Paesi Baschi, che hanno già dei margini di autonomia, il Veneto non ne ha alcuna. Lo Stato italiano – ancora di stampo giacobino-massonico, centralista e di derivazione napoleonica – è indietro mille anni luce rispetto a un Paese come la Germania. In termini di federalismo siamo ancora all’età della pietra. Poi…

 

Prego.

Nei primissimi anni Ottanta, quando la Lega Nord non era ancora nata, noi della Liga Veneta chiedevamo lo statuto speciale come il Südtirol, la Sardegna, la Sicilia e il Friuli. Poi, visto che lo Stato non ha risposto alle nostre richieste, si è alzato il prezzo e il tiro. Ora pretendiamo l’indipendenza: siamo una regione storica dell’Europa. La Repubblica Veneta è esistita per più di mille anni e nel 1861 ci hanno imposto di essere italiani. E quando dico italiani parlo dal punto di vista politico, non storico-etnico. Noi siamo contro la forma dello Stato italiano, non contro gli italiani. Chiediamo che lo Stato italiano se ne vada fuori dalle scatole: non ne abbiamo bisogno. Risorgeremo da soli.

 

Insomma, lo spirito dei Serenissimi è vivo quanto mai…

Io la farei anche domani un’azione come quella di 17 anni fa…lo spirito è sempre quello, anzi si è rafforzato.

 

(Fabio Franchini)



© Riproduzione Riservata.

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COMMENTI
30/03/2014 - A Contini (Marcello Marchesan)

Al coraggioso Contini voglio dire che gli andata bene, molto bene: L’Italia è stata magnanime nei suoi confronti. Io sinceramnete, dopo la risata di rito, avrei rinchiuso gli otto indipendentisti nei Piombi, le prigioni della Serenissima, e li avrei lasciati là a risolvere un quesito: ‘perché i veri veneziani, che hanno il vanto della storia, non vogliono sapere di essere indipendenti, mentre i veneti della terraferma, che l’hanno subita e in malo modo, in gran parte la cercano?’ Godiamoci l’Italia finché siamo veneti.

 
30/03/2014 - commento (francesco taddei)

nella marea di tasse che lo stato estorce ai cittadini sono tutte emesse da roma? le tasse locali in veneto non ci sono? cambiando colore politico le tasse regionali diminuiscono o restano sempre uguali? in veneto non ci sono i figli delle genti che emigrarono dal sud? l'unico modo per abbassare le tasse è la sussidiarietà nei servizi locali, ma anche i veneti hanno votato contro al referedum del 2011. veneta o italiana la cadrega è sempre la cadrega.