BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |
Imposta Come Homepage   |   Ricerca Avanzata  CERCA  

CONSIGLI NON RICHIESTI/ Suicidi e ragù

Pubblicazione:

cena (infiphoto)  cena (infiphoto)

“Oibò” arriccia il naso a coniglio “Ma se non gli sta bene – oltretutto che ti prendi sempre tu la briga di preparare - lui non è capace di mettersi ogni tanto ai fornelli?” tuona con una visibile punta di raccapriccio. 
“Bè, in teoria sì; ma da quando io sto a casa, alla cucina ci penso io. Ormai sono passati dieci anni da quando mio marito mi ha incoraggiato a rinunciare alla mia carriera per seguire meglio i figli”. La faccia della Fra si fa sempre più inorridita e prosegue “Credevo fosse una decisione tua. Adesso non dirmi che ti sottometti al parere di tuo marito anche quando scegli un modello nuovo di pantaloni, perché per me è troppo. Io dovrei essere alla canna del gas, per consentirgli di mettere il becc…”    
“Vedi Fra, questo è il punto” Non la lascio terminare e tiro dritto più veloce d’un treno che non guarda in faccia nessuno “Mentre prima facevi passare per normali le esortazioni a farla finita da parte di uno sconosciuto, adesso ti danno scandalo i consigli della persona che ti ha promesso fedeltà eterna”. C’è scandalo e scandalo.          

Ore 21.40. Allungo l’articolo - con le quattro cose che ho messo insieme oggi pensando all’incontro con la Fra - nelle mani di mio marito, perché mi dica quel che pensa. Lo faccio ogni volta che scribacchio un pezzo. Intanto carico la lavastoviglie, in attesa di un verdetto che oggi temo sia sul negativo andante. Ci siamo. Appoggiati gli occhiali sul tavolo della cucina, lui mi fa notare come ancora mi ostini a inciampare nelle concordanze delle subordinate. Mi evidenzia tuttavia quanto apprezzi che almeno per una volta non lo prendo troppo in giro agli occhi di chi mi leggerà. Infine sorvola in maniera molto elegante su quanto sia irrisorio il contributo economico derivante da questa mia attività. Poi, nonostante tutto questo, con voce ferma commenta: “Vai avanti a scrivere, secondo me, ne val la pena. Non tutto è perfetto, ma coraggio: qualcosa di buono in un modo o nell’altro ti viene sempre fuori”.            
La parola è un’arma senza licenza, fornita in dote a chiunque. In alcuni casi taglia più di una lama sulle vene. In altri, imprime uno slancio superiore al più potente arco da caccia. Non ce n’è: prima di parlare, c’è chi prende la mira meglio di altri. 



© Riproduzione Riservata.

< PAG. PREC.