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PAPA/ Fabián Baez e il salto sulla papamobile

Papa Francesco (Infophoto) Papa Francesco (Infophoto)

Il suo cardinale don Fabián non lo avrebbe più rivisto. «Gli ho scritto una lettera. Lo ringraziavo per essere stato un padre per me. Gli ho anche scritto che ero contento per la Chiesa universale ma che io avrei sentito la sua mancanza. Una settimana dopo mi è arrivata una lettera di suo pugno. Mi scriveva che l'elezione era stata totalmente imprevista, ma che da quel momento ha "sentito una pace che non mi ha più lasciato". Gli ho fatto arrivare dei saluti, li ha ricambiati tramite altri sacerdoti, ma non ho più avuto rapporti con lui».

Fino all'indimenticabile giornata dell'8 gennaio. 

«La papamobile passa una prima volta. Lui mi riconosce, e mi dice: "che cosa ci fai qui"? "Sono venuto a vederla" gli ho risposto. Mi ha colpito la sua serenità. E il fatto che il papa non guarda una moltitudine indistinta ma la singola persona, al punto che tra tutti ha riconosciuto proprio me. Mi ha fatto pensare a Dio che non vede l'umanità ma vede ogni cuore, ogni persona». 

Padre Fabian pensava che fosse finita lì. «L'auto si è rimessa in movimento e lui ha continuato il giro. Dopo cinque minuti è ritornata indietro e si è fermata davanti a me, a pochi metri di distanza. Mi guarda e mi dice: "Salta la transenna". Ho saltato, non so come ma ho saltato. Per fortuna la scena non è stata ripresa" ride. «Sono corso verso la papamobile e l'ho abbracciato. Lui mi ha chiesto: "sei da solo? Salta su. Questa fotografia farà il giro del mondo". Aveva ragione, eccome. Non mi rendevo conto che tutto il mondo mi stava guardando in diretta. Lui mi ha detto che gli piaceva molto andare in giro sulla Papamobile. Ha attraversato tutta Piazza san Pietro fino al sagrato. Lì mi ha fatto sedere tra i dignitari e gli ambasciatori. È stato un segno della sua paternità e anche della sua libertà. È un uomo libero il Papa, perché noi che siamo gli ultimi siamo vicini al suo cuore, e anche un povero sacerdote della fine del mondo lui l'ha messo di fianco a sé». Non era ancora l'ultimo atto della straordinaria giornata di padre Baez. «Quando finisce l'udienza mi chiede: "Hai fretta? Se puoi rimanere poi ci vediamo". Ho potuto veder come il papa saluta ogni malato. Non so quante persone, centinaia, due ore a salutarle, uno ad uno. Va incontro alla gente per manifestargli l'amore di Dio, la sua tenerezza. Dovrà anche governare, arduo lavoro per riformare la curia, ma questa è parte della funzione del papa. Però quando si incontra con la folla è Gesù che passa nella vita delle persone".

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COMMENTI
04/03/2014 - Papa Francesco (luisella martin)

Sì! Anche da casa, ascoltandolo e guardandolo attraverso la televisione, sembra di vedere e ascoltare Gesù; di Gesù non abbiamo foto o dvd, ma viene spontaneo immaginare come parlasse, come vestisse, come scherzasse con gli apostoli, come camminasse, i suoi sguardi, il sorriso, la delicatezza nel correggere... Tutto ci porta a Papa Francesco che non è Gesù, ma è quello che lo Spirito Santo Consolatore ha voluto mandarci per ricordarci com'era il Figlio.