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UTERO IN AFFITTO/ Un "turismo procreativo" che lascia i bimbi senza genitori

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A tale conclusione si oppongono talune recenti pronunce giurisprudenziali che, traendo spunto dalla lettura dell’art. 9 della l. 40/2004, che, nel regolare la materia della procreazione medicalmente assistita, vieta al padre di disconoscere il figlio e alla madre di chiedere di non essere nominata nell’atto di nascita, attribuiscono prevalenza al dato volitivo di assunzione della responsabilità genitoriale rispetto al dato biologico e pertanto, concludono per il riconoscimento dello stato di madre alla “madre sociale”.

Nel supposto prevalente interesse del minore ad avere un genitore (indipendentemente da chi esso sia) tale orientamento giurisprudenziale attribuisce quindi rilevanza preminente all’atto volitivo dell’adulto che, ricorrendo a tecniche medicalmente assistite vietate in Italia, vuole ottenere un figlio ad ogni costo, a dispetto del dato biologico naturale e della verità. E’ evidente come, se dovesse prendere piede un simile indirizzo ermeneutico, l’Italia si troverà costretta ad adeguarsi ad ogni mutamento della “realtà sociale internazionale”, correttamente o idealmente percepito dalla giurisprudenza: si intuisce sullo sfondo, ad esempio, in un futuro assai prossimo, la possibilità di trascrizione dell’atto di nascita di un figlio di genitori omosessuali ricorrenti alla maternità surrogata, pratica in alcuni ordinamenti già possibile e lecita. Il diffondersi stesso di opinioni giurisprudenziali che evidenziano e premiano l’atto volitivo dell’assunzione di genitorialità rispetto al dato biologico entrano indubbiamente a gamba tesa nella cultura giuridica del nostro paese, giocando scorrettamente d’anticipo sul legislatore e sulla sovranità popolare che attraverso ad essa è chiamata ad esprimersi.

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COMMENTI
06/03/2014 - ...e vissero tutti felici e contenti? (GIANLUIGI PARENTI)

L'altro giorno, durante una ecografia ostetrica, la paziente mi dice di avere già predisposto tutto per fare molteplici diagnosi prenatali (o, come dice Ferrara, pre-mortali) al fine di sapere se il figlio che porta in grembo sia malato oppure no. Si è giustificata dicendo che nella società in cui viviamo non c'è posto per bambini ammalati e quindi la sua scelta era dettata dal bene per il figlio ... Dal mio sguardo (senza che parlassi) ha capito che, come disse Madre Teresa di Calcutta, se una madre arriva a non accogliere il figlio che porta in grembo, poi non ci si lamenti di tutto ciò che può accadere nel mondo!

 
06/03/2014 - La metafora calcistica dell'avv. Caravaggi (Giuseppe Crippa)

Se il potere giudiziario entra scorrettamente a gamba tesa sul potere legislativo, ci si dovrebbe attendere da parte sua una pronta reazione ed al limite anche un fallo di reazione. Purtroppo la qualità dei giocatori in campo (cioè in parlamento) è tale che è inutile attendersi una qualunque reazione ed il pubblico (cioè tutti noi) si dovrà rassegnare a vedere l’ennesima sconfitta.