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IL CASO/ Carlo dice no alla "neknomination": la libertà vale più di una sbronza

Pubblicazione:venerdì 7 marzo 2014

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Sarebbe sufficiente considerare come il potere stia tutto dalla parte di ignorare la nomination, non seguirla. Non basta infatti che mi venga chiesta una cosa perché io la faccia, occorre che vi dia un assenso motivato e ragionevole.

Per fortuna c'è anche chi ci riesce e la Rete gli rende merito. Proprio in questi giorni è diventato virale il video di Carlo Alberto, studente di giurisprudenza a Torino, che ha risposto alla nomina con una ironica tazzona di aranciata. 

Con la neknomination è in gioco per i più giovani anche la questione di chi è l'amico. Un amico che sfida non è quello che prova a incastrare l'altro pubblicamente in una nomina cercando di fare leva sul suo orgoglio. È piuttosto colui che propone idee e ipotesi interessanti, quello che offre la sua compagnia reale, quello che, semmai, ti porta fuori a gustare una birra insieme mentre si chiacchiera della vita invece di spingerti a tracannarla d'un fiato, senza neanche assaporarla.

Dopo la notte degli Oscar, continuano a esserci tante nomination in rete. Troppe. In questo caso "the winner" è proprio chi sa tirarsi indietro, chi riesce a dire no grazie, a questo gioco non ci sto.

Amico, nominami pure, ma per qualcosa che valga la pena. Io non aspetto altro.



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