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Cronaca

SPILLO/ Da Veneto e Lombardia una sfida a Italia e Ue

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L’Europa sta cambiando a grande velocità e dopo l’età degli Stati nazionali stanno riemergendo comunità locali che rivendicano il pieno diritto ad autodeterminarsi e a dare vita a istituzioni indipendenti. Nello stesso Regno Unito, il premier David Cameron interpellerà il suo popolo attraverso un referendum sull’uscita dalla Ue, che metta quantomeno in discussione la pretesa sacralità dell’Unione. L’uscita dei britannici potrebbe favorire un’Europa ancora più unita, come del resto è anche possibile che altri seguano la strada di Londra e che - assieme a svizzeri e norvegesi - prenda corpo una seconda Europa, strutturata sul mercato e non sulla burocrazia.

Le norme internazionali riguardanti il diritto di autodeterminazione consentono a una comunità di decidere per via democratica, e il referendum lo è, se restare all’interno di uno Stato o crearne uno nuovo. Nella storia dell’Occidente, l’avvento degli Stati nazionali è stato accompagnato da grandi difficoltà interne e da terribili guerre. I casi di Veneto, Lombardia, Catalogna, Scozia, Fiandre e Regno Unito, chiedono un’Europa che lasci spazio a nuove entità statali. Quale futuro per l’Unione europea?

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COMMENTI
09/03/2014 - Veneto e Lombardia sì e Crimea no? (Giuseppe Crippa)

Questo articolo di Sabella è - spero involontariamente - un grande spot a favore del referendum sull’autodeterminazione della popolazione della Crimea che con percentuali simili a quelle riscontrate recentemente in Veneto chiederà la settimana prossima di tornare ad essere parte della Russia. Altri articoli de Il Sussidiario danno voce a posizioni differenti (sulla Crimea ovviamente); ora spero di leggerne anche sulla supposta ansia autonomista di Veneto e Lombardia. Comunque il fatto che alcune amministrazioni – sappiamo quanto ormai screditate vicine alla loro fine (vedi le Province) - si siano pronunciate a favore di questa operazione fa pensare che questo non sia che un disperato tentativo di riconquistare la stima e l’attenzione della gente, ma ai futuri referendum, se mai ci saranno, non andrà a votare quasi nessuno.