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ETEROLOGA/ Una sentenza che vuol cancellare chi siamo

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Una destrutturazione e una disarticolazione non più frutto di atto irresponsabile per difetto di libertà o volontà, oppure illecito e criminoso per inganno, costrizione o violenza, cui solo un atto d'accogliente amore può offrire (qualora possibile) un rimedio, consentendo al figlio una ripresa educativa dell'io. Bensì, una deliberata e preordinata sequenza di atti personali e manipolazioni biotecnologiche da cui prende avvio l'esistenza di un essere umano, di un bambino segnata irreparabilmente nella sua origine da pluralità di figure genitoriali che dissociano la generazione nella carne dalla generazione con amore, l'essere generati attraverso la carne dall'essere generati per amore.

Con l'introduzione delle pratiche eterologhe nella procreazione medicalmente assistita, il generare e l'essere generati nella carne di una donna e di un uomo non è più un'evidenza, una certezza sull'origine del proprio io genitoriale e del proprio io filiale. Una certezza che si configura come un autentico "diritto naturale" a conoscere le proprie origini biologico-genitoriali, riconosciuto anche da diverse sentenze della giurisprudenza italiana ed europea.

Per ora non ci è dato di sapere come la legislazione del nostro Paese troverà modo di conciliare l'applicazione della sentenza della Corte costituzionale (che non contrasta l'anonimato del donatore di gameti, oggi largamente diffuso per ovvie ragioni) con il diritto del figlio nato da fecondazione eterologa di conoscere con certezza la propria completa genitorialità. Considerata l'esperienza di altri Paesi, non sarà certo un'operazione giuridica priva di problemi di diritto e di fatto. Per affrontarli, servirà forse ai giudici italiani la saggezza di re Salomone (cf. 1 Re 3, 16-28) di fronte al caso del bambino conteso da due donne che asserivano di esserne la vera madre?

 



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COMMENTI
08/09/2014 - Chi e perché (luisella martin)

Chi può voler cancellare le nostre origini biologiche? E per quale motivo? Mi ha sempre molto stupito l'accanimento con cui venivano esposte e difese le due tesi a favore o contro l'eterologa; come se esistessero due diversi tipi di persone, di sensibilità, di psicologie. Credo che se l'umanità si prenderà la briga di rispondere alle due domande "Chi? Perché?", allora non vi saranno più due fazioni e le sentenze morali e giuridiche non scandalizzeranno più. Forse però l'umanità é così immersa nel trovare una risposta ad ogni domanda, da non aver tempo per interrogarsi sul proprio destino, un futuro che crede, illudendosi, diverso da quello degli altri.