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ETEROLOGA E MATRIMONI GAY/ Perché parrucconi e alchimisti vogliono surrogare il cuore?

Pubblicazione:venerdì 11 aprile 2014

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Le due notizie poi, che fanno incrociare le spade solo a gruppi di fanatici, si crede, contano ben poco dietro ai martellanti dati sulla crisi economica, o sotto i tweet rassicuranti del nostro spargitor di speranze un tanto al dì. Che ci importa della bioetica, anzi, di più: se i gay vogliono sposarsi, affar loro; se vogliono adottare bambini, affar loro. Magari resteranno gli unici, dato che le coppie di sesso opposto di dedicheranno alla compravendita-affitto di ovuli, spermatozoi, uteri e quant’altro. Soprattutto, le due notizie hanno in comune un’amara verità, che subiamo senza batter ciglio: in Italia comandano i giudici. Non è uno slogan del cerchio magico berlusconiano. Le decisioni su cui si è espressa, o non si è colpevolmente espressa, la politica, le prendono i giudici, e diventano leggi. Solo che i giudici le leggi devono farle applicare, non scriverle.

Ora, il fatto che due uomini che pensano di amarsi profondamente vogliano veder riconosciuta la loro unione, fatti salvi i diritti civili, che sono sacrosanti, la dice lunga sull’importanza di un nucleo familiare, che tutti cerchiamo; la dice lunga sul bisogno di affetto, sul desiderio infinito di felicità che tutti ci arrabattiamo a immaginare. Solo che immaginiamo male. Per essere omosessuali, senza complessi, senza barriere, non c’è bisogno di scimmiottare i matrimoni naturali, che da quando è nato l’uomo sono tra due sessi opposti. Si può far senza, ed è stato un vessillo di anni e anni di rivoluzioni, contrastare i modelli di famiglia tradizionale. Perché questa retromarcia? Perchè sottolineare una diversità al punto da trasformare un desiderio umanissimo in pretesa? Il cuore dell’uomo è troppo grande per accontentarsi di surrogati, di riduzioni in scatola della felicità. Quid animo satis? Non può rispondere un giudice, anche se crediamo ci dia finalmente ragione.



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COMMENTI
13/04/2014 - Matrimoni gay (Carla D'Agostino Ungaretti)

La verità è che ormai tutti vogliamo fare quello che ci pare senza che nessuno si azzardi a metterci il becco. Non solo: gli altri devono pure approvare. Poverini! Si amano tanto! Perché non devono sposarsi anche se sono dello stesso sesso? Poverini! Desiderano tanto un figlio! Perché non possono procurarselo comprando ovuli e spermatozoi? Tanto il neonato non capisce niente! Che gliene importa a lui come è nato? Quando tutto questo non ci basterà più faremo come la mitologica regina di Creta Pasifae la quale, innamoratasi di un toro, si fece costruire da Dedalo (quello del Labirinto) una vacca di legno dentro la quale si acquattò per riuscire a fare sesso con l'animale, perché il toro (molto più sensato e intelligente di lei)non aveva alcuna intenzione di accoppiarsi con una donna. Prima o poi arriveremo anche a questo.