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Cronaca

ETEROLOGA E MATRIMONI GAY/ Perché parrucconi e alchimisti vogliono surrogare il cuore?

Il riconoscimento di un matrimonio gay e il via libera alla fecondazione eterologa. Due notizie che, spiega MONICA MONDO, confermano un dato di fatto: in Italia comandano i giudici

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

C’è qualcosa che unisce i dibattuti casi riguardanti i nuovi diritti e l’etica balzato all’onor delle cronache nei giorni scorsi. La Consulta, che rigetta ancora un pezzo della Legge 40, sdoganando di fatto la fecondazione eterologa e aprendo il ranch del far west procreativo, dal momento che, in assenza di una legge, vale qualsiasi legge. E la notizia meno rilevante (non si tratta di manipolazione della vita umana) del tribunale di Grosseto, che ordina al comune di trascrivere il certificato di nozze contratto da due omosessuali a New York, due anni fa. Finora in Italia non era mai stato possibile. Cosa unisce le due notizie? Che la cronaca le ha trattate nello stesso modo, come passi dovuti di un lento, ma necessario e auspicato progresso, anche in un paese soggetto a un’etica permeata dal dominio della Chiesa? Non solo. Come scacco finale a quella restrizione delle libertà individuali che i governi di centro destra hanno coperto, strizzando l’occhio ai preti? Non solo. Di più: come nuovo corso indirizzato dal successore di Pietro, quel papa che ha spalancato le braccia ai gay? Dicono così, estrapolando una frase dettata dalla carità e dall’amore per la persona, trasformandola in bandiera per rivendicazioni che cozzano con la dottrina, non solo con la morale, della Chiesa.

C’è in comune l’indifferenza dei più, che si bevono l’assunto di una scienza onnipotente e a servizio dei desideri dell’uomo (che pure nulla ancora può contro la morte, chissà perché). L’idea che la libertà sia fare quel che ti pare, senza neanche il resto dl vecchio adagio “finchè non lede la libertà degli altri”, perchè almeno nel caso della fecondazione eterologa si dimentica che ci sono altri soggetti in gioco, per esempio i concepiti. Vabbè che non parlano, e non votano, almeno per ora, ci sarà tempo per educarli, in futuro. L’idea che ogni desiderio è un diritto, e che ci si scandalizza di chi va con le minorenni solo per ipocrisia e farisaismo mascherato di ossequio alla legalità laica. Quel che voglio me lo prendo, e qualsiasi impedimento è lesivo della mia libera volontà. Nascere, morire, sposarmi, far figli, quando e con chi e come, e perché non l’harem, o la lolita in casa, perché no. Infatti, c’è chi giustifica persino la pedofilia. Ma non si può dire, paragonare le cose suona offesa al buon senso, che a tanto non si è ancora spinta l’opinione dominante.


COMMENTI
13/04/2014 - Matrimoni gay (Carla D'Agostino Ungaretti)

La verità è che ormai tutti vogliamo fare quello che ci pare senza che nessuno si azzardi a metterci il becco. Non solo: gli altri devono pure approvare. Poverini! Si amano tanto! Perché non devono sposarsi anche se sono dello stesso sesso? Poverini! Desiderano tanto un figlio! Perché non possono procurarselo comprando ovuli e spermatozoi? Tanto il neonato non capisce niente! Che gliene importa a lui come è nato? Quando tutto questo non ci basterà più faremo come la mitologica regina di Creta Pasifae la quale, innamoratasi di un toro, si fece costruire da Dedalo (quello del Labirinto) una vacca di legno dentro la quale si acquattò per riuscire a fare sesso con l'animale, perché il toro (molto più sensato e intelligente di lei)non aveva alcuna intenzione di accoppiarsi con una donna. Prima o poi arriveremo anche a questo.