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Cronaca

IL RITORNO DI ALEX/ Zanardi e quel "segreto" di ricominciare che riguarda anche noi

Alex Zanardi (infophoto)Alex Zanardi (infophoto)

Ma io finora non mi ero mai posto il problema con lei. Non ne aveva mai avuto bisogno". Passare una giornata sulle piste d Sauze d'Oulx in Piemonte con Alex, i maestri della scuola di sci di Progetto SciAbile e con dei ragazzi incredibili è un'esperienza che andrebbe fatta almeno una volta nella vita. Vedere uomini e donne, bambini e bambine, con differenti disabilità affrontare una discesa su una pista da sciatori veri con lo slancio di un campione, fa comprendere a fondo le nostre potenzialità e la possibilità di superare il limite. O di non averlo proprio. Stare in mezzo a queste persone, ti obbliga anche a guardare l'Uomo dritto negli occhi e ad essere orgoglioso di appartenere ad una razza che, quando vuole, sa esprimere la sua grandezza. E allora si mescolano le storie di giovani che sciano sul seggiolino dopo traumi spinali e che, dopo aver cominciato per gioco, adesso possono andare ai campionati italiani di sci per disabili. O di una ragazzina, Cocca per gli amici, che quest'anno fa la maturità e che, nonostante la tetraparesi spastica sin dalla nascita, scia sulla sedia e persino sullo snowboard, ha fatto parapendio e ha iniziato a giocare a bocce per provare ad andare alle prossime olimpiadi di Rio in Brasile. Alex Zanardi, in un contesto di questo tipo, è la persona che meglio di ogni altra sa parlare il linguaggio della disabilità con cognizione di causa. Battute come "devo stare con i piedi per terra", oppure "chi non ha testa ha gambe" o ancora "dopo l'incidente non ho più preso un raffreddore perché non cammino più scalzo" o di nuovo "mio nipote, quando giochiamo a nascondino mi dice sempre che vuole essere come me perché trovo posti per nascondermi dove uno con le gambe non può entrare", fanno parte del normale dialogo con lui. Ci sono uomini e donne, che con la loro disabilità e la loro forza e determinazione a superarla, ti danno una lezione di vita. E allora, in bocca al lupo Alex. Facci sognare, come alle Olimpiadi di Londra del 2012!

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