BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

IL RITORNO DI ALEX/ Zanardi e quel "segreto" di ricominciare che riguarda anche noi

LUCIA ROMEO racconta il ritorno di Alex Zanardi, che, con la sua forza e determinazione, quest'anno riprenderà a gareggiare con sei gare di campionato automobilistico

Alex Zanardi (infophoto)Alex Zanardi (infophoto)

Tra poco comincia il campionato Blancpain GT Sprint Series. Penserete: non stiamo parlando della Formula 1, della 24 Ore di Le Mans o di una gara dalle grandi tradizioni. E allora perché occuparsene? Perché parlarne? La ragione è semplice. Perché un campione che ha 47 anni e che ha fatto della sua vita un inno alla gioia, ha deciso di ricominciare. Per l'ennesima volta. Per stupire di nuovo. E alla fine, sarà capace, come spesso gli è accaduto, di vincere qualcosa e di spingere il limite un po' più in là. Non solo il suo. Ma quello dell'uomo stesso. Come è successo nel 2001 dopo il terribile incidente sul circuito del Lausitzring, quando è arrivato in ospedale con poco più di un litro di sangue e dopo sette arresti cardiaci, fissando nuovi parametri di sopravvivenza anche per la NASA. Se non lo avete ancora indovinato, stiamo parlando di Alex Zanardi che quest'anno riprende a gareggiare in un campionato automobilistico, facendo 6 gare. Ci sono mille aneddoti che lo riguardano e mille storie che lui ama raccontare e che, se hai la fortuna di conoscerlo, non ti stanchi mai di ascoltare. "Mi ricordo ancora - dice, per esempio, Alex - di quando, mesi dopo l'incidente, andavo a fare le visite nell'ospedale di Berlino dove ero stato ricoverato e il medico che mi aveva avuto in cura mi diceva che rappresentavo la più grande contraddizione della sua vita di scienziato perché, da un lato, ero la negazione di tutto quello che aveva studiato (io dovevo essere morto) e dall'altro la sua più grande gioia e successo". Se un giorno poi avete voglia di leggere una bella autobiografia, andate in libreria e prendete "...però, Zanardi da Castel Maggiore!" scritta con l'amico Gianluca Gasparini. Vivrete mille emozioni, le delusioni, le sconfitte, i trionfi, il dramma e dei momenti speciali. A mio avviso il più intenso è quando racconta che, appena risvegliato dal coma, felice di essere vivo, pensa che, però, non potrà portare più il figlio Niccolò sulle spalle. E invece, alcuni mesi dopo, si ritrova a camminare col sorriso sulle labbra e suo figlio in "spagoletta". Da una persona così, trai mille insegnamenti e, soprattutto, scopri quante altre persone altrettanto straordinarie, anche se meno famose, ci sono intorno a noi.

"Mi ricordo ancora - rammenta Alex - quando, un giorno che ero nel centro di riabilitazione, vidi un padre con una bimba piccola senza gambe in braccio che piangeva. Mi avvicinai e gli dissi che doveva farsi forza e che c'era comunque modo di vincere molte sfide. Molte più di quelle che lui si potesse immaginare. Lui mi ascoltò e poi mi disse: 'Lei non ha capito. Io piango di gioia perché mia figlia ha compiuto quattro anni e oggi, finalmente, possiamo metterle le sue prime protesi che le consentiranno di camminare. Le mie sono lacrime di gioia. Aspettiamo questo giorno da quando è nata così, senza le gambe. Adesso però, mi perdoni, ma devo correre in un negozio a comprarle un paio di scarpe prima che chiudano. Sa, il dottore mi ha chiesto se le avevo portate.