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Cronaca

SANTO DEL GIORNO/ Il 13 aprile si ricorda Sant’Ermenegildo martire

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Ermenegildo, abbandonato anche dai suoi alleati Svevi, nel 584 si arrese. L’anno successivo il giovane principe venne trasferito, in catene, a Valencia e quindi a Tarragona. Nonostante la prigionia, le umiliazioni e le privazioni, la fede cattolica di Ermenegildo non vacillò mai. Al contrario, la sua convinzione si rinforzò.  Nel 585, in occasione della Pasqua, il duca Sigeberto, governatore di Tarragona, gli inviò un vescovo ariano affinché lo facesse abiurare e lo riportasse all’obbedienza ariana. Di fronte al rifiuto di Ermenegildo, Sigeberto andò su tutte le furie e lo fece decapitare. Era il 13 aprile del 585.

L’anno successivo, Recaredo, fratello di Ermenegildo, salì al trono e vendicò il fratello facendo giustiziare il suo assassino Sigeberto. Recaredo, profondamente legato al fratello maggiore nonostante la sua ribellione al padre, non appena salito al trono si convertì al cattolicesimo, divenendo il primo monarca spagnolo a essere cattolico. Nel 1586, nel millenario del suo martirio, il re Filippo II di Spagna proclamò il 13 aprile festa nazionale, con l’autorizzazione del pontefice.
Nel 1814, Ferdinando VII istituì l’ordine di San Ermenegildo, una prestigiosa decorazione militare con cui premiare i più valorosi soldati spagnoli.

Sant’Ermenegildo è il patrono di Siviglia, il capoluogo dell’Andalusia, uno dei centri più importanti dell’intera Penisola Iberica. L’opera di Sant’Ermenegildo è considerata unanimemente come determinante per far sì che la Spagna abbracciasse il cattolicesimo e per permettere agli iberici di mantenere intatta la loro fede nonostante i quasi sette secoli di presenza mussulmana (711-1492), convertendosi in una delle nazioni guida dell’Europa Moderna.

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