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Cronaca

MATRIMONI GAY/ Come si può riconoscere un'unione che non esiste?

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L’idea del giudice di Grosseto secondo cui, nel nostro ordinamento, la diversità di sesso tra i coniugi non sarebbe un requisito indispensabile per l’esistenza di un matrimonio è però destituita di qualsiasi fondamento. Lo hanno riconosciuto, di recente, sia la Corte costituzionale sia la Corte di Cassazione. In particolare, in una pronuncia del 2010, la Corte costituzionale, investita della questione del carattere discriminatorio o meno delle norme del codice civile che contemplano esclusivamente il matrimonio tra un uomo e una donna, ha dovuto risolvere anzitutto proprio la questione se la diversità di sesso dei coniugi sia o meno un requisito indispensabile del matrimonio. Solo una risposta affermativa a questo secondo quesito consente infatti di prendere in esame anche l’ulteriore questione del carattere discriminatorio o meno delle norme vigenti sul matrimonio. Ebbene, in quella circostanza la Corte costituzionale, oltre a dichiarare inammissibile la questione di legittimità sollevata, ha chiarito anzitutto che le leggi italiane contemplano unicamente il matrimonio tra un uomo e una donna, e dunque che l’identità di sesso dei nubendi è causa di inesistenza del matrimonio nell’ordinamento giuridico italiano (cfr. Corte cost., sent. 15 aprile 2010, n. 138). Alle stesse conclusioni è pervenuta ancora più di recente anche la Corte di Cassazione. Nella motivazione della sentenza n. 4184 del 15 marzo 2012 si legge infatti che «l’ordinamento giuridico italiano ha conosciuto finora, e conosce attualmente… un’unica fattispecie integrante il matrimonio come atto: il consenso che, nelle forme stabilite per la celebrazione del matrimonio, due persone di sesso diverso si scambiano». E si dice pure che «la diversità di sesso dei nubendi è… richiesta dalla legge per la stessa identificabilità giuridica dell’atto di matrimonio».

Questi dati giurisprudenziali sono sufficienti a smentire la tesi del Tribunale di Grosseto. A questo punto la stessa questione della contrarietà o meno all’ordine pubblico del matrimonio celebrato a New York tra due cittadini italiani dello stesso sesso appare un fuor d’opera. Per l’ordinamento giuridico italiano, infatti, quel matrimonio è semplicemente inesistente. Né potrebbe divenire esistente perché un giudice ne ha ordinato la trascrizione. E ciò anche laddove quella trascrizione dovesse effettivamente essere eseguita. In realtà, si deve semplicemente riconoscere che, senza un intervento del legislatore, nel diritto italiano non c’è spazio per un matrimonio tra due persone dello stesso sesso.

Al di là della decisione del Tribunale di Grosseto, la vera questione è allora chiarire quale sia il margine di manovra che in questa materia le norme costituzionali lasciano al legislatore ordinario. Tale problema viene presentato per lo più in termini di non discriminazione, e cioè come se il problema dell'accesso al matrimonio da parte di una coppia di persone dello stesso sesso debba essere trattato allo stesso modo, ad esempio, del problema dell'accesso in un qualche luogo pubblico da parte di una persona di colore. Un simile approccio non sembra però corretto.

Beninteso, non è certo in discussione che una stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso non può rappresentare un disvalore per l'ordinamento. Si deve anzi riconoscere che, per l'ordinamento, anche una simile relazione è un valore. Anche in essa la persona persegue infatti un proprio progetto di felicità, cerca in qualche modo una propria realizzazione. Anche una stabile convivenza tra due persone dello stesso sesso è insomma una “formazione sociale” ove si svolge la personalità dell’individuo ai sensi dell’art. 2 Cost. E ciò, a ben vedere, senza che assuma rilievo il fatto che si tratti di una convivenza fondata su una relazione di tipo sessuale. Ciò che rileva è solo il dato della reciproca assistenza morale e materiale. Le concrete modalità di esercizio della libertà sessuale del singolo debbono rimanere un fatto irrilevante. L’inquadramento nell’ambito delle formazioni sociali di cui all’art. 2 Cost. non è però privo di significato. Ne consegue, ad esempio, che il convivente non può essere considerato un ospite nella casa di proprietà del partner ed essere perciò messo alla porta da un giorno all'altro. E un qualche meccanismo di tutela dell’interesse fondamentale all'abitazione potrebbe forse essergli riconosciuto anche in caso di morte del partner proprietario (o conduttore) della casa in cui la coppia ha convissuto. Certe esigenze non dovrebbero rimanere prive di tutela. Il legislatore farebbe bene a farsene carico.

Ma ciò significa anche che le coppie omosessuali dovrebbero poter accedere al matrimonio? Un simile diritto consegue anch’esso al riconoscimento di un valore nella convivenza stabile di due persone dello stesso sesso? Se così fosse, continuare a escludere dal matrimonio le coppie omosessuali sarebbe effettivamente una grave discriminazione a loro carico. Ma è proprio così?


COMMENTI
15/04/2014 - l'amore è uno e indivisibile (ANTOINE Reboul)

Vi consiglio di guardare questo Video https:// www.youtube.com/watch?v=OS2R4-GwBIc#t=80 è una straordinaria rappresentazione dell’epoca in cui viviamo l’omofobia va combattuta come il razzismo o il classismo il diritto di vedere riconosciuto l’amore di due soggetti dello stesso sesso come lo è quello di quello di sesso diverso è solo un passo avanti nella civiltà.

 
15/04/2014 - Come si può riconoscere un'unione che non esiste? (Savio Alberto)

Lo scopo della famiglia non sono i figli altrimenti lo Stato dovrebbe sciogliere d'imperio il matrimonio di coppie sterili o che non vogliono deliberatamente figli (ci sono mariti che si fanno vasectomizzare o mogli che si fanno chiudere le tube anche solo per paura di trasmettere malattie filogenetiche certe) o di coppie di anziani D'altro canto ormai esistono coppie gay o lesbiche con figli (avuti con l'eterologa all'estero o adottati) e che si dedicano alla cura della prole. Quindi il Codice Civile si deve aprire a queste realtà visto che è redatto da esseri umani per gli esseri umani e i gay vogliono il matrimonio civile e non rivendicano quello religioso. Non c'è poi niente di più crudele che vedere una coppia di gay anziani finire in due ospizi separati dopo aver vissuto una vita insieme.