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MATRIMONI GAY/ Come si può riconoscere un'unione che non esiste?

Pubblicazione:lunedì 14 aprile 2014

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Per rispondere a certe domande bisogna anzitutto chiarire che cos'è il matrimonio. Com’è noto, nella Costituzione italiana si afferma che «la Repubblica riconosce i diritti della famiglia come società naturale fondata sul matrimonio» (art. 29, comma 1). Gli interpreti si sono divisi sul significato dell’espressione “società naturale”. Per alcuni essa allude a una "società di diritto naturale". Altri vi riconoscono invece un semplice rinvio ai costumi sociali ai fini della definizione di ciò che è famiglia. Certo è che quella formula allude al fatto che la famiglia fondata sul matrimonio non è una società "artificiale". E cioè che non si tratta di un’aggregazione volontaria di persone che persegue un interesse comune ai suoi componenti. Un’aggregazione di questo tipo è infatti un prodotto "artificiale" della volontà dei suoi componenti: continua ad esistere cioè solo in virtù di questa volontà. La famiglia fondata sul matrimonio è invece qualcosa di diverso: è un'aggregazione che persegue un interesse proprio, che s’impone ai suoi stessi componenti. La comunità familiare è perciò sottratta alla loro disponibilità. È in questo senso che la famiglia fondata sul matrimonio costituisce un'aggregazione "naturale" e non “artificiale". È cioè un’aggregazione “spontanea”, determinata da "forze" che s'impongono alla stessa volontà dei singoli individui che pure ad essa danno vita.

Un'aggregazione di questo tipo è ciò che i giuristi chiamano un'istituzione. E la famiglia fondata sul matrimonio è appunto un'istituzione. È così che la considera la Costituzione: in un modo che non è per nulla ideologico o astratto, ma è del tutto aderente alla realtà. Perché? Quali sono queste "forze" per cui la famiglia si istituzionalizza? Quali sono questi interessi capaci di imporsi alla stessa volontà degli individui che ne fanno parte, onde la famiglia è sottratta alla loro disponibilità? La risposta a queste domande è addirittura immediata: l'istituzione familiare trova la sua ragion d'essere nella cura di chi in essa è incapace di provvedere ai propri interessi, e cioè, innanzitutto, nella cura dei figli minori. È chiaro allora che la famiglia fondata sul matrimonio si istituzionalizza in presenza di una relazione affettiva potenzialmente aperta alla generazione, e dunque solo in virtù dell’esercizio della sessualità tra un uomo e una donna.

È evidente a questo punto che non si dà luogo a nessuna discriminazione escludendo l'accesso al matrimonio di una coppia di persone dello stesso sesso. Né esistono altre ragioni per istituzionalizzare anche certe relazioni affettive. Perché mai, infatti, una stabile relazione affettiva tra due persone dello stesso sesso dovrebbe essere sottratta alla disponibilità dei suoi protagonisti? È evidente che qui si ha a che fare con un’aggregazione puramente volontaria. Ed è bene, nell’interesse stesso della coppia, che rimanga tale. Anche gli individui coinvolti in questo tipo di relazioni affettive perseguono indubbiamente un comune progetto di felicità che si realizza nel loro stare insieme, nella loro reciproca assistenza morale e materiale. Questo progetto però, che pure, come si è già detto, rappresenta un valore per l'ordinamento, in nessun modo mette capo a un'istituzione, giacché in esso non è riconoscibile un interesse in grado di imporsi alla volontà dei singoli.



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COMMENTI
15/04/2014 - l'amore è uno e indivisibile (ANTOINE Reboul)

Vi consiglio di guardare questo Video https:// www.youtube.com/watch?v=OS2R4-GwBIc#t=80 è una straordinaria rappresentazione dell’epoca in cui viviamo l’omofobia va combattuta come il razzismo o il classismo il diritto di vedere riconosciuto l’amore di due soggetti dello stesso sesso come lo è quello di quello di sesso diverso è solo un passo avanti nella civiltà.

 
15/04/2014 - Come si può riconoscere un'unione che non esiste? (Savio Alberto)

Lo scopo della famiglia non sono i figli altrimenti lo Stato dovrebbe sciogliere d'imperio il matrimonio di coppie sterili o che non vogliono deliberatamente figli (ci sono mariti che si fanno vasectomizzare o mogli che si fanno chiudere le tube anche solo per paura di trasmettere malattie filogenetiche certe) o di coppie di anziani D'altro canto ormai esistono coppie gay o lesbiche con figli (avuti con l'eterologa all'estero o adottati) e che si dedicano alla cura della prole. Quindi il Codice Civile si deve aprire a queste realtà visto che è redatto da esseri umani per gli esseri umani e i gay vogliono il matrimonio civile e non rivendicano quello religioso. Non c'è poi niente di più crudele che vedere una coppia di gay anziani finire in due ospizi separati dopo aver vissuto una vita insieme.