BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

MATRIMONI GAY/ Come si può riconoscere un'unione che non esiste?

Il tribunale di Grosseto apre ai matrimoni gay? Non proprio, visto che per l’ordinamento giuridico italiano quell'unione è semplicemente inesistente. Il commento di EMANUELE BILOTTI

Foto: InfoPhotoFoto: InfoPhoto

Nei giorni scorsi i grandi organi di comunicazione hanno riferito con un certo clamore la notizia che il Tribunale di Grosseto ha ordinato al locale Ufficiale dello Stato civile di trascrivere il matrimonio celebrato a New York tra due cittadini italiani dello stesso sesso. Il clamore suscitato dalla notizia non sembra in realtà proporzionato alla sua effettiva rilevanza. Il provvedimento in questione, infatti, non ha certo introdotto nel nostro ordinamento il matrimonio tra persone dello stesso sesso. Ma neppure il matrimonio celebrato a New York tra i due cittadini italiani che si sono rivolti al Tribunale di Grosseto acquista efficacia nell’ordinamento giuridico italiano in virtù di quella decisione. E ciò anche laddove, in assenza di una futura revisione, quel matrimonio dovesse essere effettivamente trascritto.

La legge italiana non esclude che il cittadino italiano possa contrarre matrimonio all’estero con altro cittadino nelle forme previste dalla legge dello Stato prescelto. E ciò anche laddove non esista alcun elemento di collegamento con il luogo della celebrazione. Tale matrimonio produce effetti civili nel nostro ordinamento anche in assenza di trascrizione. La qualificazione dell’atto come “matrimonio” deve infatti intendersi già operata dall’ordinamento dello Stato estero in cui è stato celebrato. La trascrizione del matrimonio del cittadino all’estero non ha cioè efficacia costitutiva del vincolo. Serve semplicemente a fini certificativi e di pubblicità. La celebrazione all’estero non può però costituire un espediente per eludere le norme italiane che indicano le condizioni necessarie per contrarre matrimonio, e cioè gli artt. 84 ss. cod. civ. L’art. 115 cod. civ. dispone infatti che il cittadino italiano rimane comunque soggetto a quelle norme anche quando il matrimonio viene celebrato in un paese straniero secondo le forme ivi stabilite. Anche l’art. 27 della l. 31 maggio 1995, n. 218 ribadisce che «la capacità matrimoniale e le altre condizioni per contrarre matrimonio sono regolate dalla legge nazionale di ciascun nubendo al momento del matrimonio», e dunque dalle norme summenzionate del codice civile, e cioè dagli artt. 84 ss.

Ebbene, nel provvedimento in questione il Tribunale di Grosseto afferma che «nelle norme di cui agli artt. da 84 a 88 del codice civile non è individuabile alcun riferimento al sesso in relazione alle condizioni necessarie per contrarre matrimonio». Di qui quel giudice perviene alla conclusione che il matrimonio tra due persone dello stesso sesso possa essere senz’altro trascritto nei registri dello stato civile. E ciò anche perché, sempre a dire del Tribunale di Grosseto, il matrimonio in questione neppure sarebbe contrario all’ordine pubblico. Non ricorrerebbe perciò il caso di intrascrivibilità dell’atto dello stato civile formato all’estero di cui all’art. 18 del d.p.r. 3 novembre 2000, n. 396.


COMMENTI
15/04/2014 - l'amore è uno e indivisibile (ANTOINE Reboul)

Vi consiglio di guardare questo Video https:// www.youtube.com/watch?v=OS2R4-GwBIc#t=80 è una straordinaria rappresentazione dell’epoca in cui viviamo l’omofobia va combattuta come il razzismo o il classismo il diritto di vedere riconosciuto l’amore di due soggetti dello stesso sesso come lo è quello di quello di sesso diverso è solo un passo avanti nella civiltà.

 
15/04/2014 - Come si può riconoscere un'unione che non esiste? (Savio Alberto)

Lo scopo della famiglia non sono i figli altrimenti lo Stato dovrebbe sciogliere d'imperio il matrimonio di coppie sterili o che non vogliono deliberatamente figli (ci sono mariti che si fanno vasectomizzare o mogli che si fanno chiudere le tube anche solo per paura di trasmettere malattie filogenetiche certe) o di coppie di anziani D'altro canto ormai esistono coppie gay o lesbiche con figli (avuti con l'eterologa all'estero o adottati) e che si dedicano alla cura della prole. Quindi il Codice Civile si deve aprire a queste realtà visto che è redatto da esseri umani per gli esseri umani e i gay vogliono il matrimonio civile e non rivendicano quello religioso. Non c'è poi niente di più crudele che vedere una coppia di gay anziani finire in due ospizi separati dopo aver vissuto una vita insieme.