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CASO DIEFFE/ La Why Not padovana di pm e giornali finisce in una bolla di sapone

Graziano Debellini (Infophoto) Graziano Debellini (Infophoto)

Si tratta di vicende in parte diverse, anche se certo il processo di Padova ha fatto pensare che ci fosse molto di politico e poco di giudiziario.

 

Per quale motivo?

Perché non sempre l’autorità giudiziaria persegue il reato in sé. In determinati procedimenti è più colpita una posizione di potere, piuttosto che un fatto effettivamente compiuto al di fuori della legalità.

 

Vuole dire che nel processo di Padova la Procura ha tentato di modificare un equilibrio di potere all’interno della Regione Veneto?

Questa è una lettura che io non escludo. Per esempio Graziano Debellini è stato inquisito e maltrattato dal punto di vista mediatico e giudiziario per una dubbia erogazione di un totale di 7.500 euro, in qualità di presidente dell’Istituto Romano Bruni. Qualsiasi altra persona che non fosse stata Graziano Debellini non avrebbe subito quanto ha subito lui per una presunta truffa da 7.500 euro, che tra l’altro non è mai avvenuta, con un’attenzione, una volontà e una pervicacia per giungere a un accertamento di responsabilità penale a tutti i costi.

 

(Pietro Vernizzi)

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COMMENTI
16/04/2014 - Educare se non i pm almeno i giornali (Giuseppe Crippa)

Non mi è chiaro se si sia giunti o meno all’ultimo grado di giudizio, come spero. Fosse così, mi auguro che Debellini trovi ora la voglia di querelare tutti coloro che l’hanno diffamato. Una querela non sarebbe una vendetta ma un’opera educativa perché insegnerebbe loro ad assumersi la responsabilità di quanto hanno detto o scritto.

 
16/04/2014 - Le mille bolle blu... (claudia mazzola)

Bene, son contenta per gli assolti.