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KNOCKOUT GAME/ Cos'è il folle “gioco” che ha ucciso un uomo a Pisa

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(Infophoto)  (Infophoto)

Zakir Hossaini, 34 cameriere bengalese, ci ha rimesso la vita. L’uomo, appena uscito dal lavoro nella notte tra domenica e lunedì, stava camminando lungo Corso Italia, in pieno centro di Pisa, quando è stato aggredito all’improvviso da uno sconosciuto che lo ha colpito a morte con un pugno alla testa, emulando con tutta probabilità il cosiddetto knockout game. Ricoverato in condizioni gravissime nel reparto di rianimazione dell'ospedale di Pisa, Hossaini non ce l’ha fatta, lasciando la vita martedì mattina. Il tutto è stato ripreso dalla telecamera di video sorveglianza urbana: l’aggressore è un giovane italiano di robusta, che indossava un giubbotto. Dal filmato si nota come l’uomo avesse un atteggiamento spavaldo mentre la vittima resta passiva, cercando di evitare la colluttazione. Mentre la città e la comunità bengalese si stringe attorno alla famiglia di Zakir, che lascia una moglie e tre figli, abbassando le saracinesche e affissando tanti cartelli di solidarietà alle vetrine delle attività commerciali di via San Bernardo e piazza Gambacorti, la squadra mobile sta cercando di ricostruire la vicenda e a risalire al killer batteno due strade: l’aggressione razzista o il gioco folle di importazione Usa, il cosiddetto knockout game. Consiste, in sostanza, nel stendere la preda desinata senza che questa possa neanche accorgersene. Negli States si contano già tre morti (e l’Fbi sta indagando sul fenomeno istituendo un’unità specializzata nel vaglio dei filmati postati in rete), mentre in Italia è allarme rosso, con bulli in azione a Roma, Napoli, Venezia e Brescia, in strada, bar, centri commerciali e scuole.



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