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Cronaca

VOTO DI SCAMBIO/ Una "rivincita" della politica contro lo strapotere dei pm

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Com'è noto, infatti, nonostante non ve ne sia traccia nella lettera della legge, nel nostro ordinamento si è consolidata una tradizione giurisprudenziale ormai ventennale, che consente di configurare il delitto di "concorso esterno" nel reato di associazione mafiosa, che ha ad oggetto, per così dire, le condotte di chi non partecipa dell'associazione, ma, da esterno ad essa, pone in essere delle attività che rafforzano e consolidano la struttura, l'integrità e la capacità operativa dell'associazione stessa.

Ora, non vi è dubbio che la condotta del politico che eroga favori di qualsiasi utilità ad un'associazione mafiosa, in cambio della promessa di voti, sia astrattamente ascrivibile all'indefinito "concorso esterno", rafforzando e consolidando l'esistenza dell'associazione stessa; ma questo è un risultato interpretativo contro la lettera della legge.

E siccome la legalità penale è il valore primario di una società liberal-democratica, il risultato più importante della riforma legislativa dell'art. 416 ter cp è quello per il quale, ampliandosi lo spazio di punibilità dello scambio elettorale politico-mafioso, si potranno ridurre, finalmente, gli spazi di configurabilità del concorso esterno nell'associazione mafiosa, che è e resta incriminazione estranea alla legalità penale.  

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COMMENTI
17/04/2014 - commento (francesco taddei)

la rivincita di chi vuol vendersi e vendere gli altri senza essere punito. la rivincita di chi per legge si aumenta lo stipendio. la totale impunità della corruzione e del trasformismo. ma a che servono questi politici?