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SANTO DEL GIORNO/ Il 19 aprile si celebra san Leone IX

San Leone IX come vescovo di Toul difese la sua Chiesa, quando fu eletto papa, in cinque anni di pontificato, convocò molti sinodi per la riforma della vita del clero

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Nel giorno del 19 aprile la Chiesa Cristiana Cattolica celebra la santità di Leone IX. Nato il 21 giugno 1002 a Eguisheim, in Alsazia, con il nome laico di Brunone dei Conti di Egsheim-Dagsurg, apparteneva a una nobile famiglia tedesca. Suo padre, Ugo IV conte di Nordgau, aveva un rapporto di parentela con l'allora imperatore Corrado II. La madre, invece, Edvige di Dabo, era figlia del conte Luigi di Dabo e un suo fratello, Gerardo III, attraverso sua figlia Ildegarda, fu imparentato addirittura con Federico Barbarossa. Brunone compì i suoi studi a Toul, luogo dove, più tardi, intraprese la vita religiosa e, nel 1026, venne nominato vescovo. Con il ruolo ricoperto servì fedelmente Corrado II, prima, ed Enrico III, poi. Nel frattempo ottenne grandi meriti, diventando molto famoso in ambito ecclesiastico per il suo impegno nella diffusione della regola dell'ordine di Cluny.Quando, nel 1048, papa Damaso II morì, la scelta del suo successore ricadde proprio su Brunone. La decisione venne presa durante un'assemblea tenutasi a Worms, nel dicembre dello stesso anno, alla quale parteciparono sia l'imperatore, sostenitore della sua nomina, sia i delegati romani. Brunone, prima di accettare l'incarico, pose un veto: sarebbe salito al soglio pontificio solo dopo essere stato regolarmente designato dal popolo e dal clero. Giunse a Roma, in veste di pellegrino, nel febbraio 1049. L'accoglienza riservatagli fu particolarmente cordiale e, una volta consacrato, prese il nome di Leone IX, diventando il 152° papa della Chiesa Cattolica e il quarto papa tedesco. Uno dei suoi primi interventi in pubblico fu il Sinodo di Pasqua dello stesso anno, in occasione del quale venne confermato il celibato dell'assemblea ecclesiastica fino alla carica di suddiacono e si affrontò il delicato tema della simonia. L'anno successivo Leone fu per quasi tutto il tempo impegnato in un viaggio attraverso Italia, Germania e Francia, luoghi maggiormente interessati alle opere compiute durante il suo pontificato. Dopo aver tenuto un sinodo anche a Pavia, raggiunse Enrico III in Sassonia e, insieme a lui, visitò Colonia ed Aquisgrana. Si impegnò nella promulgazione di importanti riforme, rese note durante un incontro con il clero tenutosi a Reims. Convocò anche un concilio a Magonza, che vide la partecipazione dei prelati italiani, francesi e tedeschi, oltre ad ambasciatori greci. Gli argomenti principali che vennero affrontati furono, ancora una volta, la simonia e il celibato dei canonici.Tornato a Roma, nel 1050, tenne un nuovo Sinodo di Pasqua, con l'intenzione di affrontare il tema della controversia sugli insegnamenti di Berengario di Tours. Dopo una serie di importanti sinodi in diverse città italiane, partì di nuovo alla volta della Germania, rientrando in Vaticano per convocare un terzo Sinodo di Pasqua. Questa volta si trattò della possibile riordinazione di coloro che erano stati ordinati dai simoniaci.