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RU486/ Patterson: Anna Maria è morta per quello che i giornali non dicono

La RU486 (Infophoto) La RU486 (Infophoto)

Tanto in Italia quanto negli Stati Uniti, nessuno vuole parlare di quanto sia pericoloso il misoprostolo. Quest’ultimo per indurre le doglie del parto provoca nelle donne contrazioni estremamente violente, in modo da provocare l’espulsione dell’embrione. La stessa RU486 può essere molto pericolosa, in quanto ha causato l’infezione che ha portato mia figlia alla morte.

 

Il misoprostolo è approvato dalle autorità sanitarie dei principali Paesi occidentali?

L’utilizzo a fini abortivi del misoprostolo non è approvato dalle autorità sanitarie americane, eppure nella pratica medica è associato alla RU486 per aumentare le probabilità di “successo” dell’aborto farmacologico. Tutto ciò però non è conosciuto, tanto è vero che Silvio Viale si è spinto fino a ipotizzare che a causare la morte della 37enne italiana sia stato l’utilizzo dei sedativi. Su questo sono tanti i punti che non tornano.

 

A che cosa si riferisce?

La domanda che sorge spontanea è perché sia stato necessario utilizzare dei sedativi, come il Tylenol, nell’aborto farmacologico. La stessa Ansa ha scritto che probabilmente la morte della 37enne è stata provocata dai sedativi, che avrebbero causato un arresto cardiaco. La donna si è recata in ospedale mercoledì per ricevere la RU486, quindi è tornata venerdì per assumere un secondo farmaco. Possibile che nessuno si sia chiesto quale fosse questa seconda medicina e in quali dosi sia stata assunta dalla donna? Un’altra questione aperta è la via attraverso cui la donna ha assunto il misoprostolo.

 

Per quale motivo l’aborto farmacologico è accompagnato dall’uso dei sedativi?

Il misoprostolo provoca un dolore molto intenso nella donna, e uno dei modi più praticati negli Stati Uniti per ridurre la sofferenza della donna è quello di somministrarle Tylenol. Quest’ultimo di solito è preso dopo il misoprostolo, e non si comprende quindi come si possa imputare l’attacco cardiaco ai sedativi, i quali sono somministrati quando la donna inizia ad avvertire il dolore. Si tratta di domande sulle quali l’industria dei farmaci abortivi non vuole gettare luce, perché non vuole che si sappia che la ragione per cui la donna italiana ha avuto l’attacco cardiaco è stata probabilmente il misoprostolo.

 

(Pietro Vernizzi)

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