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CANONIZZAZIONI/ I lefebrviani non riconoscono la santità di Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII

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Il problema sta nel Concilio Vaticano II: lo hanno voluto e lo hanno applicato. Così scrive in una nota ufficiale don Pierpaolo Petrucci, responsabile italiano della Fraternità di San Pio X, i noti seguaci di Marcel François Lefebvre l'arcivescovo scissionista francese. Don Petrucci prosegue dicendo che dunque i cattolici non devono sentirsi vincolati a riconoscere la canonizzazione dei due papi che avverrà domani, cioè sarebbero liberi di non riconoscere la loro santità. "Studi approfonditi ci permettono di dubitare con fondatezza che le nuove canonizzazioni godano della stessa autorità e valore di quelle antiche, pur avendone conservato il nome" e per questo "nessun cattolico deve sentirsi vincolato dall'atto di Papa Francesco". Piuttosto, si legge ancora nella nota, si dovrebbero condannare gli atti di Giovanni Paolo II, atti che sono stati il contrario di quanto santi canonizzati veramente hanno compiuto. "Come si potrebbe canonizzare chi, invece di difendere la fede, ha contribuito a distruggerla nelle anime istillando il relativismo religioso? Così ha fatto l'ultimo Concilio, voluto ed applicato da questi due pontefici" dice il sacerdote ricordando che la canonizzazione di domani è in realtà la canonizzazione della Chiesa uscita dal Concilio. 



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