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SANTO DEL GIORNO/ Il 26 aprile si celebra Santo Stefano di Perm

Pubblicazione:sabato 26 aprile 2014

Foto: InfoPhoto Foto: InfoPhoto

Il 26 aprile la Chiesa cattolica ricorda e celebra la memoria di Santo Stefano di Perm, vescovo russo del periodo medioevale che nacque a Velikij Ustyug, una cittadina che sorgeva sulle prime propaggini dei Monti Urali, nei pressi del confine tra Asia ed Europa. In quest'area la maggior parte della popolazione era costituita da zyryan o permyak, un'etnia che ancora non si era convertita al cristianesimo, ma Stefano nacque in una famiglia cristiana in un anno che viene collocato tra il 1340 e il 1345. Il padre era corista presso la chiesa di Ustyug e il ragazzo apprese fin dall'infanzia anche la lingua ugro finnica parlata dagli zyryan. Poiché era dotato di una brillante intelligenza, ma anche animato da una forte fede, Stefano volle che la sua vita fosse improntata nel portare la parola di Dio a coloro che non conoscevano il cristianesimo, perciò decise di farsi monaco. Per adempiere alla sua missione di evangelizzazione era però necessario conoscere altre lingue e, per questo motivo, trascorse alcuni anni in un monastero di Rostov, il San Gregorio Nazianzeno, per apprendere il greco. Durante quegli anni, il giovane si dedicò all'elaborazione di un alfabeto adatto a scrivere la lingua dei permyak e quindi procedette alla traduzione delle Sacre Scritture. Nel 1379 ottenne il permesso di lasciare il monastero per dedicarsi alla predicazione a quelle genti che ancora non conoscevano Gesù. Le sue parole però attirarono ben pochi seguaci, ma lui non si perse d'animo e iniziò la costruzione di una chiesa, a cui seguì anche quella di un monastero. Quel popolo, poco interessato al Vangelo, si mostrava però molto interessato alle liturgie cristiane e soprattutto alle immagini che illustravano i diversi momenti delle Sacre Scritture e così Stefano si trasformò anche in un abile iconografo, decorando lui stesso gli edifici che aveva provveduto a costruire. Poiché l'interesse per la Buona Novella tuttavia non accresceva, Stefano arrivò al punto di incendiare lui stesso un tempio pagano e da quel momento le cose cambiarono. Con quel gesto acquisì credibilità agli occhi dei zyryan che iniziarono ad ammirarlo per il suo coraggio e ben presto quasi tutti si convertirono al cristianesimo.


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