BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Cronaca

SPILLO/ Sostituire i figli con un cane, l'ultimo "capolavoro" della mentalità borghese

InfophotoInfophoto

Il cagnolino sì che ci dà soddisfazione: esso è capace di starci accanto, di riconoscere tutto quello che noi facciamo per lui e – quindi – di evitarci la domanda più vera dell'esistenza: quella sul perché delle nostre azioni e del nostro stesso agire, quella che chiama in causa la capacità di fare non per un riconoscimento, ma per una pienezza, non per un dovere, ma per una gratuità. I nostri fratelli uomini ci restituiscono alla vita arrabbiati, stupiti, delusi, commossi, mai sazi e inquieti. Gli animali, invece, ci danno tranquillità, sicurezza, senso di noi stessi. Fin da quando sono piccolo io amo gli animali, soprattutto i cani. Eppure questo mio amore mi ha sempre interrogato su che cosa io chieda a chi mi sta accanto quotidianamente: spesso, e lo dico con un po' di vergogna, io chiedo ai miei amici di "stare a cuccia", di "darmi la zampa", di "consolarmi strusciandosi tra le mie gambe".

Ho sempre avvertito i miei cagnolini come affidabili, intelligenti, comprensivi e non ho mai pensato di loro le cose orribili che spesso penso dei miei simili. Proprio questo, e proprio il fatto che sono le persone semplici a percepire con più forza tutto il "potere dei cani", mi ha fatto capire nel tempo che io per crescere e per amare ho bisogno soprattutto di un altro Io. Un Io che risvegli in me tutto il disagio di essere uomo e tutta la domanda di verità, di giustizia, di bellezza e di felicità che attraversa ogni mio istante e che – proprio perché drammatica – mi spinge a chiedere, mi "costringe" a pregare.

Un cane può imparare a stare zitto e a fare tutto quello che gli insegno, ma non potrà mai sentire l'urgenza che ho io nel cuore di afferrare la vita e di guardarla in faccia. Voler bene agli animali è certamente segno di un grande cuore. Chiedere loro di diventare i compagni del nostro viaggio è, invece, un modo molto astuto per evitare di viaggiare davvero. E di sbattere il "nostro musetto" verso tutto l'abisso che porta con sé ogni uomo che si imbatte con la nostra povera vita.

© Riproduzione Riservata.