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PAPA FRANCESCO E BENEDETTO XVI/ In un abbraccio la promessa di nuove grazie

Pubblicazione:lunedì 28 aprile 2014

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Quasi non entusiasmano più i profili storici, indubbiamente straordinari, di Wojtyla e Roncalli, le vittorie nella partita a scacchi con il Nemico, l'eccezionalità dei loro magisteri. Ciò che conta è solo il coraggio mostrato nel guardare e toccare, come Tommaso, le piaghe sul corpo di Cristo. Uomini e santi. Uomini santi che non si sono scandalizzati della Croce, che non hanno avuto vergogna. Uomini e santi che non si sono lasciati sopraffare dal dolore e dalle immani tragedie che hanno conosciuto, ma solo dall'amore di Dio. Uomini santi che mostrano una possibilità di gioia e felicità alla portata di tutti. Paradossale se cercata nell'incontro con la carne piagata dei fratelli. Nella breve, intensissima e audace omelia con cui Bergoglio ho stillato il senso di due vite scannerizzate per anni da storici e intere generazioni di fedeli, si poteva cogliere l'ansia di restituire proprio alla Chiesa e al popolo di Dio, la verità di due esistenze per Dio. 

Giovanni Paolo II e Giovanni XXIII sono stati gli artefici di quel processo che vede oggi la Chiesa di Francesco, eredità di Benedetto, impegnata nel cercare l'autenticità che le conviene. Il profeta del Concilio e il capomastro del cantiere aperto dal Vaticano II, sono i padri di una comunità che oggi più che mai ha bisogno di ritrovare e annunciare la bellezza della Resurrezione. Nelle parole di Bergoglio, Roncalli e Wojtyla, sono tornati ad essere prima di tutto contemplativi, testimoni della "speranza e della gioia pasquali", forgiate dal "crogiolo della spogliazione e dello svuotamento". Speranza e gioia per tutti. In una vicinanza estrema, "persino nauseante per l'amarezza del calice", ai peccatori. 

Docilità e coraggio. Le stesse qualità che deve riscoprire la Chiesa per "addentrarsi nel mistero della Misericordia Divina che sempre spera, sempre perdona, perché sempre ama". Docilità e coraggio, testimoniati ieri sul sagrato della Basilica da gli altri due pontefici del 27 aprile 2014: Benedetto e Francesco. Nel loro nuovo, commovente, sincero abbraccio la promessa di nuove grazie e splendidi doni per la cattolicità. 



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COMMENTI
28/04/2014 - E ora chiediamo ai due nuovi Santi. (claudia mazzola)

Molti miei amici sono andati a Roma, io sono stata a casa con i miei genitori. La mattina abbiamo seguito in TV la canonizzazione, loro là e noi quà in comunione, in pace (mica tanto, di quelle urla al pranzo!). Bè di strada per diventare santi, a dio piacendo,noi davanti ne abbiamo ancora!