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PAPA FRANCESCO/ Il video messaggio ai giovani argentini in occasione della Pasqua della gioventù

Pubblicazione:lunedì 28 aprile 2014

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La grande sorpresa che ebbe fu che il padre lo stava aspettando, da anni! Il Vangelo dice che lo vide arrivare da lontano, perché il vecchio saliva ogni pomeriggio sulla terrazza per vedere se il ragazzo arrivava. E il padre lo abbracciò e gli fece festa. E quel grande peccatore, quel grande sperperatore di quanto il padre aveva guadagnato, trovò qualcosa di cui non era mai stato consapevole: l’abbraccio della misericordia.

Un altro giovane del Vangelo: ho pensato anche al giovane morto, all’uscita della città di Nain, a quando lo stavano sotterrando, figlio unico di una madre vedova. Gesù ebbe compassione della madre, non del ragazzetto. Mai il ragazzetto, grazie alla madre, ebbe il miracolo e resuscitò.

Tu chi sei? L’entusiasta, come gli apostoli, prima d’iniziare il cammino? Quello che vuole seguire Gesù perché gli piace ma è bloccato da tante cose che lo legano e non può seguirlo, come il giovane ricco dalla mondanità, da tante cose? Come quello che sperperò tutta l’eredità del padre, ma che ebbe il coraggio di tornare e sta provando in questo momento l’abbraccio della misericordia? O sei morto? Se sei morto, sappi che la Madre Chiesa sta piangendo per te, e Gesù è capace di resuscitarti. Dimmi, chi sei tu? Dillo a te stesso e ciò ti darà forza.

«Padre, è ingiusto — mi diranno le ragazze — perché gli esempi che dà sono per i ragazzi, e noi?». Voi aspirate a consolidare con la vostra vita la tenerezza e la fedeltà. Voi state sul cammino di quelle donne che seguivano Gesù, nella buona e nella cattiva sorte. La donna ha questo grande tesoro di poter dare la vita, di poter dare tenerezza, di poter dare pace e gioia. C’è un solo modello per voi: Maria, la donna della fedeltà, quella che non capiva cosa stava succedendo ma obbedì. Quella che, quando seppe ciò di cui sua cugina aveva bisogno, andò di corsa da lei, la Vergine della Prontezza. Quella che fuggì come rifugiata in un paese straniero per salvare la vita di suo figlio. Quella che aiutò suo Figlio a crescere e lo accompagnò, e quando suo Figlio iniziò a predicare, lo seguì. Quella che subì tutto ciò che stava accadendo a quel bambino, a quel ragazzo grande. Quella che stava accanto a suo Figlio e gli diceva quali erano i problemi: «Guarda, non hanno vino». Quella che, nel momento della Croce, era accanto a Lui.

La donna ha una capacità di dare vita e di dare tenerezza che noi uomini non abbiamo. Voi siete donne di Chiesa. Di Chiesa, o “del” Chiesa? No, non è “il” Chiesa, è “la” Chiesa. La Chiesa è femminile, è come Maria. Questo è il vostro luogo. Essere Chiesa, formare Chiesa, stare accanto a Gesù, dare tenerezza, accompagnare, lasciar crescere.

Che Maria, la Signora della Carezza, la Signora della Tenerezza, la Signora della Prontezza a servire, vi indichi il cammino. Bene, ora non siate più arrabbiate, che siete uscite vincitrici sui maschi. Vi auguro che questo giorno termini bene. Che ognuno di voi incontri Gesù, quel Gesù risorto. E vi dico una cosa: Non abbiate paura! Guardate Gesù, guardate Maria, e andate avanti!

«Padre, sono peccatore, sono peccatrice!» Lui ti perdona! Andate avanti, buona Pasqua e non dimenticatevi di pregare per me. Che Gesù vi benedica e la Vergine si prenda cura di voi.



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