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PAPA FRANCESCO/ Il video messaggio ai giovani argentini in occasione della Pasqua della gioventù

Pubblicazione:lunedì 28 aprile 2014

Foto InfoPhoto Foto InfoPhoto

Cari ragazzi e ragazze, un saluto e Buona Pasqua!

Tutta la settimana è Pasqua! «È il grande giorno che ha fatto il Signore!»

Desidero starvi vicino, me lo ha chiesto l’Arcivescovo di Buenos Aires, e lo faccio con piacere. Desidero accompagnarvi un istante in questa giornata, in questa Pasqua della Gioventù.

Mentre scendevo per fare questa registrazione, pensavo a cosa vi avrei detto. «Fate chiasso» ve l’ho già detto. «Non abbiate paura di nulla» ve l’ho già detto. «Siate liberi» ve l’ho già detto. Allora mi è venuta in mente la figura di alcuni giovani del Vangelo. Alcuni giovani che incrociarono Gesù o dei quali Egli parlò. Forse può aiutarvi. Se vi serve, lo tenete, se non vi serve, lo buttate.

Ho pensato ai giovani apostoli, ho pensato al giovane ricco, ho pensato al giovane che andò a cercare una nuova vita con l’eredità del padre, ho pensato al giovane morto. Gli apostoli erano giovani, alcuni non tanto, altri sì. Giovanni era un ragazzetto. E restarono colpiti dalla figura di Gesù, entusiasti, con quello stupore che si prova quando s’incontra Gesù. E di corsa vanno dagli amici e dicono loro: «Abbiamo incontrato il Messia! Abbiamo trovato Colui di cui parlano i profeti!».

Incontrare Gesù! Guardate quale fu la condotta degli apostoli: dopo cedettero, non si comportarono tanto bene. Pietro lo rinnegò, Giuda lo tradì, gli altri fuggirono. Vale a dire che bisogna lottare per essere fedeli a questo incontro, all’incontro con Gesù.

Io ti chiedo: «tu, quando hai incontrato Gesù? Com’è stato l’incontro con Gesù? Hai avuto un incontro con Gesù o lo stai avendo ora? I giovani apostoli! Pensate a Pietro, Giacomo, Giovanni, Natanaele, come incontrarono Gesù.

Un altro giovane che mi è venuto in mente è il giovane ricco, quello che si avvicina a Gesù con una vita irreprensibile, un ragazzo buono, e gli dice: «Maestro, che cosa devo fare di buono per ottenere la vita eterna?». Gesù gli risponde: «Osserva i comandamenti e vai avanti». « Ma se li ho sempre osservati!». Il Vangelo dice: «Gesù lo amò» e allora gli disse «Guarda, ti manca una cosa: dai tutto quello che hai ai poveri e vieni con me, a predicare il Vangelo». E quel giovane se ne andò triste. Se ne andò triste perché aveva molte ricchezze e non ebbe il coraggio di lasciarle per Gesù. E se ne andò con il suo denaro e con la sua tristezza. I primi stavano con la loro gioia, con quella bella gioia che dava l’incontro con Gesù. Quello se ne andò con la sua tristezza.

L’altro giovane, quello che volle fare il furbo, che volle scrivere la propria vita, che volle ribellarsi alla autorità paterna, e affrontò il padre e gli disse: «dammi quello che mi spetta che me ne vado». E se ne andò. Tutti quegli anni furono anni di baldoria. Spese il denaro in locali, in vizi, si divertì. Sperperò i soldi e li finì. E per giunta arrivò una crisi economica, dovette cercare lavoro. Ma non c’era lavoro, e accettò di badare ai porci. E questo giovane, che aveva avuto tanto denaro, che lo aveva tolto a suo padre dall’eredità, che sapeva che cosa significava stare negli alberghi migliori e alle feste migliori, che aveva vissuto alla grande, conobbe una cosa che non aveva mai conosciuto prima: la fame.

Ma Dio è molto buono. Dio approfitta dei nostri insuccessi per parlare al nostro cuore. Dio non disse a quel giovane: «Sei un fallito, guarda cosa hai fatto». Lo fece ragionare. Dice il Vangelo che «Rientrò in se stesso». Cosa faccio con questa vita? La baldoria non mi è servita a nulla. Quanti operai nella fabbrica di mio padre guadagnano uno stipendio e hanno da mangiare! Io ho fame e sono il figlio del Padrone; mi alzerò, andrò da mio padre e dirò la mia verità: «Ho peccato contro il cielo e contro di te». E tornò.


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